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	<title>Commenti a: Una decisione poco europea</title>
	<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111</link>
	<description>Mehrsprachigkeit in Südtirol</description>
	<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 20:53:12 +0000</pubDate>
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		<title>di Giulia</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-4015</link>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 07:04:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-4015</guid>
					<description>Non credo che la figlia della sua amica abbia imparato il c.d. Hochdeutsch. In ogni caso il problema dell'Alto Adige è un altro. Obbligare ad essere in possesso del patentino per lavorare in uffici pubblici quando in realtà la gente si rivolge a te in dialetto. Che senso ha? Se fosse vero tedesco, quello parlato tutti i giorni dai bolzanini, non disdegnerei rivolgermi a loro nella medesima lingua. Ma non ti capirebbero, anzi si rivolgerebbero a te in italiano. Non esiste un vero bilinguismo in Provincia di Bolzano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che la figlia della sua amica abbia imparato il c.d. Hochdeutsch. In ogni caso il problema dell&#8217;Alto Adige è un altro. Obbligare ad essere in possesso del patentino per lavorare in uffici pubblici quando in realtà la gente si rivolge a te in dialetto. Che senso ha? Se fosse vero tedesco, quello parlato tutti i giorni dai bolzanini, non disdegnerei rivolgermi a loro nella medesima lingua. Ma non ti capirebbero, anzi si rivolgerebbero a te in italiano. Non esiste un vero bilinguismo in Provincia di Bolzano.
</p>
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		<title>di Maria Angela Messina</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-4011</link>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 13:20:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-4011</guid>
					<description>Che a scuola non sempre si impari la seconda lingua, soprattutto il tedesco, a tal punto da potersi dichiarare bilingui al termine della scuola secondaria di secondo grado, dopo ben 13 o più anni di studio, non è una novità! Concordo sulla necessità di dover affrontare la questione dal punto di vista della didattica; concordo sulla necessità di ampliare l'offerta formativa potenziando l'insegnamento veicolare, ma mi domando come mai si punti solo sulla scuola quando il territorio trabocca di agenzie, associazioni, gruppi sportivi, centri giovanili, attività estive ecc... nettamente separati per gruppo linguistico? Se si cercasse di mandarli almeno al mare insieme, i bambini "tedeschi" e quelli "italiani" che abitano nello stesso paese o condominio, forse imparerebbero con maggiore facilità la seconda lingua, quella della vita vissuta tutti i giorni nei negozi e per le strade (possibilmente senza nessuno che rida degli errori altrui). Sulle conoscenze linguistiche legate alla vita vissuta nella normalità di tutti i giorni e senza lo spauracchio del patentino, la scuola, con insegnamento veicolare, immersione e progetti vari, potrebbe seminare su un terreno meno arido e raccogliere i frutti di tanto lavoro! A testimonianza della mia tesi, porto il caso della figlia di una mia amica, unica iscritta di un gruppo sportivo frequentato solitamente da ragazzini di lingua tedesca, che ha imparato il tedesco andando su è giù per le piste innevate tutte le domeniche, partecipando agli allenamenti ed alle riunioni informative. Lo studio a scuola è diventato, per lei, approfondimento e perfezionamento. Inutile sottolineare quanto sia motivante e significativo lo studio della seconda lingua in casi come questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che a scuola non sempre si impari la seconda lingua, soprattutto il tedesco, a tal punto da potersi dichiarare bilingui al termine della scuola secondaria di secondo grado, dopo ben 13 o più anni di studio, non è una novità! Concordo sulla necessità di dover affrontare la questione dal punto di vista della didattica; concordo sulla necessità di ampliare l&#8217;offerta formativa potenziando l&#8217;insegnamento veicolare, ma mi domando come mai si punti solo sulla scuola quando il territorio trabocca di agenzie, associazioni, gruppi sportivi, centri giovanili, attività estive ecc&#8230; nettamente separati per gruppo linguistico? Se si cercasse di mandarli almeno al mare insieme, i bambini &#8220;tedeschi&#8221; e quelli &#8220;italiani&#8221; che abitano nello stesso paese o condominio, forse imparerebbero con maggiore facilità la seconda lingua, quella della vita vissuta tutti i giorni nei negozi e per le strade (possibilmente senza nessuno che rida degli errori altrui). Sulle conoscenze linguistiche legate alla vita vissuta nella normalità di tutti i giorni e senza lo spauracchio del patentino, la scuola, con insegnamento veicolare, immersione e progetti vari, potrebbe seminare su un terreno meno arido e raccogliere i frutti di tanto lavoro! A testimonianza della mia tesi, porto il caso della figlia di una mia amica, unica iscritta di un gruppo sportivo frequentato solitamente da ragazzini di lingua tedesca, che ha imparato il tedesco andando su è giù per le piste innevate tutte le domeniche, partecipando agli allenamenti ed alle riunioni informative. Lo studio a scuola è diventato, per lei, approfondimento e perfezionamento. Inutile sottolineare quanto sia motivante e significativo lo studio della seconda lingua in casi come questo.
</p>
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		<title>di enrico</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-4005</link>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 08:01:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-4005</guid>
					<description>Alessandro Urzì mi ha inviato il testo di un COMUNICATO STAMPA su questo argomento. Lo trascrivo integralmente di seguito:

***********************

Patentino con la maturità: l’opposizione annunciata dall’On. Brugger (“i ragazzi non hanno una adeguata conoscenza della seconda lingua all’uscita delle scuole superiori”) dimostra il fallimento del modello didattico altoatesino “linguisticamente impermeabile”. Urzì: “Le possibilità sono solo due: o la scuola insegna la seconda lingua e allora bisogna riconoscere automaticamente il patentino o non la insegna ed allora bisogna riformare l’insegnamento della seconda lingua introducendo sistematicamente la didattica per immersione”

++++++++++++++++++++

L’annuncio della indisponibilità da parte dell’On. Brugger di affrontare il tema del riconoscimento automatico con l’esame di maturità del patentino corrispondente (il B) pone tutta la Comunità politica e culturale della nostra provincia di fronte ad un interrogativo fondamentale: ma la scuola altoatesina garantisce un adeguato insegnamento della seconda lingua?

La domanda si rende necessaria dal momento in cui l’On. Brugger (ma non è l’unico ad essersi espresso in questo senso, e si ricorda anche l’autorevole presa di posizione del presidente Durnwalder) afferma che i giovani dei due gruppi linguistici non escono dalla scuola superiore con le adeguate conoscenze della seconda lingua, come invece dovrebbe essere.

Può darsi che sia effettivamente così. Anche se esistono situazioni di eccellenza, l’esperienza personale di ciascuno di noi ci porta  spesso a nutrire questo sospetto.

L’affermazione dell’On. Brugger, la contrarietà assoluta al riconoscimento automatico del patentino B per i neo diplomati, pone quindi tutti noi di fronte ad una alternativa: o la scuola altoatesina esercita correttamente i suoi doveri e impartisce bene le conoscenze della seconda lingua ed allora non si comprenderebbe quale motivo possa impedire il riconoscimento automatico del patentino, o al contrario la didattica tradizionale non garantisce la formazione delle giuste competenze nella seconda lingua ed allora c’è bisogno di mettere mano profondamente al sistema didattico introducendo sistematicamente l’immersione linguistica (insegnamento di materie curricolari direttamente nella seconda lingua), che ha dimostrato, dove applicata, di produrre risultati apprezzabili e spesso eccellenti.

Non esiste una terza via: bisogna chiarire una volta per tutte se la scuola è adeguata alla sfida per il bilinguismo e se lo è accettare che possa essere riconosciuto automaticamente il patentino. Se non lo è bisogna gettare la foglia di fico e affrontare senza pudori un dibattito franco e leale ma soprattutto costruttivo nella società, nella scuola, nella politica, nel mondo della  Cultura e dell’Economia, per aprire le nostre scuole a dei modelli di insegnamento della seconda lingua diversi e più efficaci, partendo dall’immersione linguistica parziale, dall’insegnamento veicolare della seconda lingua.

E’ inutile e pericoloso dire no alle ipotesi sul tavolo del Governo, lamentarsi delle situazioni e poi non fare nulla per risolverle. 

 Alessandro Urzì

Presidente provinciale del Gruppo del Popolo della Libertà</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro Urzì mi ha inviato il testo di un COMUNICATO STAMPA su questo argomento. Lo trascrivo integralmente di seguito:</p>
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<p>Patentino con la maturità: l’opposizione annunciata dall’On. Brugger (“i ragazzi non hanno una adeguata conoscenza della seconda lingua all’uscita delle scuole superiori”) dimostra il fallimento del modello didattico altoatesino “linguisticamente impermeabile”. Urzì: “Le possibilità sono solo due: o la scuola insegna la seconda lingua e allora bisogna riconoscere automaticamente il patentino o non la insegna ed allora bisogna riformare l’insegnamento della seconda lingua introducendo sistematicamente la didattica per immersione”</p>
<p>++++++++++++++++++++</p>
<p>L’annuncio della indisponibilità da parte dell’On. Brugger di affrontare il tema del riconoscimento automatico con l’esame di maturità del patentino corrispondente (il B) pone tutta la Comunità politica e culturale della nostra provincia di fronte ad un interrogativo fondamentale: ma la scuola altoatesina garantisce un adeguato insegnamento della seconda lingua?</p>
<p>La domanda si rende necessaria dal momento in cui l’On. Brugger (ma non è l’unico ad essersi espresso in questo senso, e si ricorda anche l’autorevole presa di posizione del presidente Durnwalder) afferma che i giovani dei due gruppi linguistici non escono dalla scuola superiore con le adeguate conoscenze della seconda lingua, come invece dovrebbe essere.</p>
<p>Può darsi che sia effettivamente così. Anche se esistono situazioni di eccellenza, l’esperienza personale di ciascuno di noi ci porta  spesso a nutrire questo sospetto.</p>
<p>L’affermazione dell’On. Brugger, la contrarietà assoluta al riconoscimento automatico del patentino B per i neo diplomati, pone quindi tutti noi di fronte ad una alternativa: o la scuola altoatesina esercita correttamente i suoi doveri e impartisce bene le conoscenze della seconda lingua ed allora non si comprenderebbe quale motivo possa impedire il riconoscimento automatico del patentino, o al contrario la didattica tradizionale non garantisce la formazione delle giuste competenze nella seconda lingua ed allora c’è bisogno di mettere mano profondamente al sistema didattico introducendo sistematicamente l’immersione linguistica (insegnamento di materie curricolari direttamente nella seconda lingua), che ha dimostrato, dove applicata, di produrre risultati apprezzabili e spesso eccellenti.</p>
<p>Non esiste una terza via: bisogna chiarire una volta per tutte se la scuola è adeguata alla sfida per il bilinguismo e se lo è accettare che possa essere riconosciuto automaticamente il patentino. Se non lo è bisogna gettare la foglia di fico e affrontare senza pudori un dibattito franco e leale ma soprattutto costruttivo nella società, nella scuola, nella politica, nel mondo della  Cultura e dell’Economia, per aprire le nostre scuole a dei modelli di insegnamento della seconda lingua diversi e più efficaci, partendo dall’immersione linguistica parziale, dall’insegnamento veicolare della seconda lingua.</p>
<p>E’ inutile e pericoloso dire no alle ipotesi sul tavolo del Governo, lamentarsi delle situazioni e poi non fare nulla per risolverle. </p>
<p> Alessandro Urzì</p>
<p>Presidente provinciale del Gruppo del Popolo della Libertà
</p>
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		<title>di enrico</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-4001</link>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 17:40:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-4001</guid>
					<description>Aggiornamento al 10/9/2009.

Sul quotidiano Alto Adige la notizia del rinvio dell'approvazione della norma di attuazione puo' essere commentata:

http://altoadige.gelocal.it/dettaglio/patentino-niente-rivoluzione-il-governo-congela-la-norma/1716673#commenta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiornamento al 10/9/2009.</p>
<p>Sul quotidiano Alto Adige la notizia del rinvio dell&#8217;approvazione della norma di attuazione puo&#8217; essere commentata:</p>
<p><a href="http://altoadige.gelocal.it/dettaglio/patentino-niente-rivoluzione-il-governo-congela-la-norma/1716673#commenta" rel="nofollow">http://altoadige.gelocal.it/dettaglio/patentino-niente-rivoluzione-il-governo-congela-la-norma/1716673#commenta</a>
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		<title>di Alessandro Bertoldi</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-3995</link>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 18:44:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=111#comment-3995</guid>
					<description>non saprei a chi dar torto...ora ti conosco un po...
http://www.radicalita.it/documenti/enrico26aprile.pdf</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non saprei a chi dar torto&#8230;ora ti conosco un po&#8230;<br />
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