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	<title>Commenti a: Mozione su scuola e bilinguismo in Consiglio provinciale a Bolzano</title>
	<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=138</link>
	<description>Mehrsprachigkeit in Südtirol</description>
	<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:23:44 +0000</pubDate>
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		<title>di Pietro Friso</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=138#comment-6914</link>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 20:01:47 +0000</pubDate>
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					<description>La prima considerazione da fare, se si vuole continuamente a separare le scuole è dovuto alla mancanza di avere una vera CONVIVENZA. Quanto inizialmente affermato dalla consigliera Artioli, ne è la emblematica dimostrazione. La si predica sul palco, ma scesi dal palco si ritorna alla separazione assoluta. Incominciamo con avere i cortili in comune tra scuole, non separati come se gli uni fossero degi appestati. per gli altri. Così tutti i bambini nei momenti di libertà potrebbero incontrarsi e tra tanti strafalcioni tutti imparerebbero la lingua di chi gli sta davanti. Da una parte e dall'altra, ossia gli uni e gli altri  potrebbero mettere in pratica quello imparato nelle ore di lezione. In Svezia e in Filandia, per fare dei semplici esempi, ci sono scuole, frequentate da ragazzi delle più diverse nazionalità. Questi arrivano anche a laurearsi. Personalmente ho potuto conoscere scuole con 21 ragazzi di 16 nazionalità diverse. E' così impossibile prendere questo ad esempio. Fintanto che con la misera scusa di mantenere tutti separati per la salvaguardia della razza o dell'identità che dir si voglia, ogni forma d'insegnamento non serve. Studiare regole a non finire, per poi una volta usciti da scuola limitarsi ad un ripasso e basta, non serve a niente. Lo dimostra il fatto che in città sono gli italiani ad essere in difficoltà, mentre nelle valli tutto si inverte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La prima considerazione da fare, se si vuole continuamente a separare le scuole è dovuto alla mancanza di avere una vera CONVIVENZA. Quanto inizialmente affermato dalla consigliera Artioli, ne è la emblematica dimostrazione. La si predica sul palco, ma scesi dal palco si ritorna alla separazione assoluta. Incominciamo con avere i cortili in comune tra scuole, non separati come se gli uni fossero degi appestati. per gli altri. Così tutti i bambini nei momenti di libertà potrebbero incontrarsi e tra tanti strafalcioni tutti imparerebbero la lingua di chi gli sta davanti. Da una parte e dall&#8217;altra, ossia gli uni e gli altri  potrebbero mettere in pratica quello imparato nelle ore di lezione. In Svezia e in Filandia, per fare dei semplici esempi, ci sono scuole, frequentate da ragazzi delle più diverse nazionalità. Questi arrivano anche a laurearsi. Personalmente ho potuto conoscere scuole con 21 ragazzi di 16 nazionalità diverse. E&#8217; così impossibile prendere questo ad esempio. Fintanto che con la misera scusa di mantenere tutti separati per la salvaguardia della razza o dell&#8217;identità che dir si voglia, ogni forma d&#8217;insegnamento non serve. Studiare regole a non finire, per poi una volta usciti da scuola limitarsi ad un ripasso e basta, non serve a niente. Lo dimostra il fatto che in città sono gli italiani ad essere in difficoltà, mentre nelle valli tutto si inverte.
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