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	<title>Commenti a: Durnwalder scrive a due ministri</title>
	<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66</link>
	<description>Mehrsprachigkeit in Südtirol</description>
	<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 17:46:12 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>di italiano</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-5064</link>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 09:10:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-5064</guid>
					<description>In un contesto europeo, in cui tutti siamo cittadini europei, tutto questo sembra preistorico, eppure questa questione non è ancora superata.
Il mio consiglio anche se le persone che vivono in alto adige devono poi convivere e continuare a vivere con le stesse persone è:
Occorre rivolgersi alle autorità, carabinieri, denuncia, e procedere con la causa civile.
l'educazione o il modo di educare i bambini spetta ai genitori, e i genitori fino alla maturità (18 anni) sono responsabili civilmente e penalmente dei bambini. E i genitori sono responsabili, di quel che dice il bambino, e delle eventuali atteggiamenti xenofobi condotti dal bambino, il quale in casa probabilmente è educato a crescere con atteggiamenti xenofobi.
Io consiglio di denunciare e chiedere i danni, e non avere le semplici scuse.
Inoltre quella famiglia potrebbe essere obbligata anche a visite dell'assistente sociale il quale deve verificare che il bambino tedesco venga educato in maniera corretta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In un contesto europeo, in cui tutti siamo cittadini europei, tutto questo sembra preistorico, eppure questa questione non è ancora superata.<br />
Il mio consiglio anche se le persone che vivono in alto adige devono poi convivere e continuare a vivere con le stesse persone è:<br />
Occorre rivolgersi alle autorità, carabinieri, denuncia, e procedere con la causa civile.<br />
l&#8217;educazione o il modo di educare i bambini spetta ai genitori, e i genitori fino alla maturità (18 anni) sono responsabili civilmente e penalmente dei bambini. E i genitori sono responsabili, di quel che dice il bambino, e delle eventuali atteggiamenti xenofobi condotti dal bambino, il quale in casa probabilmente è educato a crescere con atteggiamenti xenofobi.<br />
Io consiglio di denunciare e chiedere i danni, e non avere le semplici scuse.<br />
Inoltre quella famiglia potrebbe essere obbligata anche a visite dell&#8217;assistente sociale il quale deve verificare che il bambino tedesco venga educato in maniera corretta.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Giorgio EWS</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1966</link>
		<pubDate>Sat, 31 May 2008 10:26:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1966</guid>
					<description>le racconto una storia: ero per caso ad una gara di pesca organizzata in un laghetto artificiale in val pusteria. il padre, di madrelingua tedesca circa 35 anni,   insegna al figlioletto, circa 8 anni l'arte della pesca. Alla lenza del bambino, felicissimo, abbocca il pesce. Una trottella di circa 30-35 cm. Il padre accorre, felice anche lui per la riuscita del figlioletto e lo aiuta a recuperare la bestiola, piano piano urla, perchè la lenza si può rompere o i pesce slamarsi e scappare.
Il pesce viene recuperato e portato a riva. Come si usa, per non farlo soffrie troppo, si deve dare un forte colpo con un bastone sulla tesa in modo da uccidelo.
Il bambino dietro perfette indicazioni del padre afferra il pesce e sferra un colpo. Poverino, un pò per paura un pò per inesperienza il pesce non muore al primo colpo.
Ancora un colpo, due colpi, giù ancora giù ancora. circa 5-6 colpi, ma nulla il pesce si dimena forsennatamente... Il padre spazientito, afferra la mano del bambino che impugnava il bastone e sferra un legnata secca urlando: Muasch denken isch a walscher..........( devi pensare che è uno sporco italiano) ............................... (sono 51 anni che vivo in alto adige Vi assicuro aprite qui la discriminazione razziale esiste)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le racconto una storia: ero per caso ad una gara di pesca organizzata in un laghetto artificiale in val pusteria. il padre, di madrelingua tedesca circa 35 anni,   insegna al figlioletto, circa 8 anni l&#8217;arte della pesca. Alla lenza del bambino, felicissimo, abbocca il pesce. Una trottella di circa 30-35 cm. Il padre accorre, felice anche lui per la riuscita del figlioletto e lo aiuta a recuperare la bestiola, piano piano urla, perchè la lenza si può rompere o i pesce slamarsi e scappare.<br />
Il pesce viene recuperato e portato a riva. Come si usa, per non farlo soffrie troppo, si deve dare un forte colpo con un bastone sulla tesa in modo da uccidelo.<br />
Il bambino dietro perfette indicazioni del padre afferra il pesce e sferra un colpo. Poverino, un pò per paura un pò per inesperienza il pesce non muore al primo colpo.<br />
Ancora un colpo, due colpi, giù ancora giù ancora. circa 5-6 colpi, ma nulla il pesce si dimena forsennatamente&#8230; Il padre spazientito, afferra la mano del bambino che impugnava il bastone e sferra un legnata secca urlando: Muasch denken isch a walscher&#8230;&#8230;&#8230;.( devi pensare che è uno sporco italiano) &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. (sono 51 anni che vivo in alto adige Vi assicuro aprite qui la discriminazione razziale esiste)
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di enrico</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1300</link>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 08:22:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1300</guid>
					<description>@ Étranger

Grazie, ho corretto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Étranger</p>
<p>Grazie, ho corretto.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Étranger</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1299</link>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 07:19:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1299</guid>
					<description>Enrico, all'inizio del tuo articolo parli di "scuola media". In realtà si trattava di una scuola elementare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico, all&#8217;inizio del tuo articolo parli di &#8220;scuola media&#8221;. In realtà si trattava di una scuola elementare.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Apocalittici a Villandro &#171; SegnaVia</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1298</link>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 23:56:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1298</guid>
					<description>[...] Ho scritto un pezzo spero sufficientemente &#8220;ragionato&#8221; sul caso di Villandro e la sua coda polemica. Ci tengo a dire che i pensieri da me espressi rappresentano un&#8217;esemplificazione oserei dire didattica del lavoro del nostro Netzwerk [BBD]. Ci tengo inoltre ad esprimere il mio personale ringraziamento ad Enrico Hell per i notevoli impulsi che ha dato e che dà all&#8217;elaborazione di un quadro concettuale orientato al plurilinguismo. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Ho scritto un pezzo spero sufficientemente &#8220;ragionato&#8221; sul caso di Villandro e la sua coda polemica. Ci tengo a dire che i pensieri da me espressi rappresentano un&#8217;esemplificazione oserei dire didattica del lavoro del nostro Netzwerk [BBD]. Ci tengo inoltre ad esprimere il mio personale ringraziamento ad Enrico Hell per i notevoli impulsi che ha dato e che dà all&#8217;elaborazione di un quadro concettuale orientato al plurilinguismo. [&#8230;]
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di enrico</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1297</link>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 21:52:08 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1297</guid>
					<description>@Olasz

Gli oppositori dell'immersione linguistica, quando usano il brutto termine "scuola mista", intendono una ipotetica (e da loro deprecata) scuola che metterebbe insieme nella stessa classe studenti di madrelingua diversa, nel caso dell'Alto Adige studenti di madrelingua italiana gomito a gomito con  studenti di madrelingua tedesca, con conseguente uso di entrambe le lingue durante le attività scolastiche.

La scuola "mista", intesa in questo senso, di fatto oggi non esiste in Alto Adige, perchè l'ordinamento scolastico vigente prevede solo scuole distinte per lingua, vale a dire solo scuole in cui l'insegnamento è “impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna” (cfr. quanto scritto da Sergio 7 citando lo Statuto di autonomia dell'Alto Adige).

Tuttavia, se in una delle istituzioni scolastiche monolingue oggi esistenti in Alto Adige, si decidesse, per ipotesi, di insegnare, poniamo, il 70 per cento delle materie in lingua diversa da quella di insegnamento della scuola (immersione al 70 per cento), questo non realizzerebbe ancora una scuola "mista" nel senso paventato dagli oppositori dell'immersione linguistica, perchè non metterebbe ancora  insieme italiani e tedeschi.

Incidentalmente, questa è una delle critiche tradizionalmente rivolta al modello dell'immersione linguistica da gruppi definibili (o che si definiscono) "interetnici", gruppi "progressisti" di persone, di solito vicine ai Verdi dell'Alto Adige sul piano dell'approccio politico.

E' da parte di questi gruppi che oggi, ma soprattutto in passato, è stata portata avanti la richiesta di una scuola unica ("mista"), non basata sulla corrispondenza stretta fra lingua di insegnamento e lingua materna degli alunni.
Su tale base, questi gruppi hanno in genere osteggiato l'immersione linguistica.  Vedi, a titolo di esempio, questo mio post:
http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=58</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Olasz</p>
<p>Gli oppositori dell&#8217;immersione linguistica, quando usano il brutto termine &#8220;scuola mista&#8221;, intendono una ipotetica (e da loro deprecata) scuola che metterebbe insieme nella stessa classe studenti di madrelingua diversa, nel caso dell&#8217;Alto Adige studenti di madrelingua italiana gomito a gomito con  studenti di madrelingua tedesca, con conseguente uso di entrambe le lingue durante le attività scolastiche.</p>
<p>La scuola &#8220;mista&#8221;, intesa in questo senso, di fatto oggi non esiste in Alto Adige, perchè l&#8217;ordinamento scolastico vigente prevede solo scuole distinte per lingua, vale a dire solo scuole in cui l&#8217;insegnamento è “impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna” (cfr. quanto scritto da Sergio 7 citando lo Statuto di autonomia dell&#8217;Alto Adige).</p>
<p>Tuttavia, se in una delle istituzioni scolastiche monolingue oggi esistenti in Alto Adige, si decidesse, per ipotesi, di insegnare, poniamo, il 70 per cento delle materie in lingua diversa da quella di insegnamento della scuola (immersione al 70 per cento), questo non realizzerebbe ancora una scuola &#8220;mista&#8221; nel senso paventato dagli oppositori dell&#8217;immersione linguistica, perchè non metterebbe ancora  insieme italiani e tedeschi.</p>
<p>Incidentalmente, questa è una delle critiche tradizionalmente rivolta al modello dell&#8217;immersione linguistica da gruppi definibili (o che si definiscono) &#8220;interetnici&#8221;, gruppi &#8220;progressisti&#8221; di persone, di solito vicine ai Verdi dell&#8217;Alto Adige sul piano dell&#8217;approccio politico.</p>
<p>E&#8217; da parte di questi gruppi che oggi, ma soprattutto in passato, è stata portata avanti la richiesta di una scuola unica (&#8221;mista&#8221;), non basata sulla corrispondenza stretta fra lingua di insegnamento e lingua materna degli alunni.<br />
Su tale base, questi gruppi hanno in genere osteggiato l&#8217;immersione linguistica.  Vedi, a titolo di esempio, questo mio post:<br />
<a href="http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=58" rel="nofollow">http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=58</a>
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di olasz</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1296</link>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 15:04:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1296</guid>
					<description>Una questione di gradazioni ?
Se, poniamo, in una scuola italiana si insegna una materia "secondaria" e per di più ideologicamente neutra (ad es. geografia), è immersione.
Se a geografia si aggiunge filosofia al liceo (che sono poche ore alla settimana), è forse ancora immersione. Ma se si continua ad aggiungere, si arriva ad una scuola mista. Dove sta il confine ?
È stato chiarito questo punto ?
Personalmente credo che una risposta di buon senso e ben argomentata ci sia, ma capisco che gli oppositori possano avere buon gioco facendo un'obiezione come quella che ho indicato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una questione di gradazioni ?<br />
Se, poniamo, in una scuola italiana si insegna una materia &#8220;secondaria&#8221; e per di più ideologicamente neutra (ad es. geografia), è immersione.<br />
Se a geografia si aggiunge filosofia al liceo (che sono poche ore alla settimana), è forse ancora immersione. Ma se si continua ad aggiungere, si arriva ad una scuola mista. Dove sta il confine ?<br />
È stato chiarito questo punto ?<br />
Personalmente credo che una risposta di buon senso e ben argomentata ci sia, ma capisco che gli oppositori possano avere buon gioco facendo un&#8217;obiezione come quella che ho indicato.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Sergio 7</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1292</link>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 22:51:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1292</guid>
					<description>L'argomentazione sinceramente non mi convince.
Non fraintendermi, io non sono per un'interpretazione rigida o restrittiva però l'art. 19 è (purtroppo) quello e ogni interpretazione deve reggere non dal punto di vista politico ma più da quello legale.

L'art. 19, sembra voler dire che le scuole devono essere distinte, una per ogni lingue e in cui l'insegnamento viene impartito proprio in quella lingua. Addirittura secondo me è dubbio anche che vi si possano iscrivere alunni di una madre lingua diversa: alunni e docenti per cui quella lingua sia egualmente quella materna. Fortuna che per i  minorenni non è prevista la dichiarazione di appartenenza altrimenti ci avrebbero propinato anche questa cosa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomentazione sinceramente non mi convince.<br />
Non fraintendermi, io non sono per un&#8217;interpretazione rigida o restrittiva però l&#8217;art. 19 è (purtroppo) quello e ogni interpretazione deve reggere non dal punto di vista politico ma più da quello legale.</p>
<p>L&#8217;art. 19, sembra voler dire che le scuole devono essere distinte, una per ogni lingue e in cui l&#8217;insegnamento viene impartito proprio in quella lingua. Addirittura secondo me è dubbio anche che vi si possano iscrivere alunni di una madre lingua diversa: alunni e docenti per cui quella lingua sia egualmente quella materna. Fortuna che per i  minorenni non è prevista la dichiarazione di appartenenza altrimenti ci avrebbero propinato anche questa cosa&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di enrico</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1291</link>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 17:26:08 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1291</guid>
					<description>@Sergio7

In questo mio vecchio post
http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=35
ho affrontato la questione della compatibilità dell'immersione linguistica con una interpretazione strettamente letterale dell'art. 19 dello Statuto di autonomia.

Ti riporto la mia argomentazione:

&lt;em&gt;"A mio parere non è necessaria una preventiva modifica dell’articolo 19, tenendo presente che l’ordimento scolastico, che differenzia, anche amministrativamente, le scuole in lingua italiana, in lingua tedesca e delle località ladine dell’Alto Adige, resterebbe inalterato. In altri termini, l’immersione linguistica in Alto Adige non prefigura un ordinamento della scuola alternativo, perchè non prevede un unico tipo di scuola sostitutivo degli attuali tre.
Ciò significa che il concetto di scuola mista non rientra nel modello dell’immersione linguistica.
Se, tuttavia, nell’approfondimento della questione, dovessero emergere problematiche giuridiche insormontabili nel coniugare immersione linguistica e Statuto di Autonomia, sarebbe necessario porre mano preventivamente al testo dell’articolo 19 dello Statuto, con la stesura di un nuovo testo condiviso dai tre gruppi linguistici. La riscrittura dell’articolo 19 risulta essere già nell’agenda di più parti politiche ed è richiesta, in via generale e per esigenze di ammodernamento del testo, anche da tecnici e amministratori della scuola."&lt;/em&gt;

In sintesi , concordo sul fatto che l'art. 19 dello Statuto sia in piu' parti un "colabrodo" per quanto riguarda la sua formulazione linguistica, che risale a trentacinque anni fa. Non penso pero' che questo sia un motivo sufficiente a giustificarne una sua revisione.
Per quanto riguarda il modello scolastico dell'Alto Adige lo Statuto parla abbastanza chiaro, prevedendo scuole differenziate: come poi queste scuole si organizzino internamente (anche) per favorire il plurilinguismo, non contraddice necessariamente il modello.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Sergio7</p>
<p>In questo mio vecchio post<br />
<a href="http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=35" rel="nofollow">http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=35</a><br />
ho affrontato la questione della compatibilità dell&#8217;immersione linguistica con una interpretazione strettamente letterale dell&#8217;art. 19 dello Statuto di autonomia.</p>
<p>Ti riporto la mia argomentazione:</p>
<p><em>&#8220;A mio parere non è necessaria una preventiva modifica dell’articolo 19, tenendo presente che l’ordimento scolastico, che differenzia, anche amministrativamente, le scuole in lingua italiana, in lingua tedesca e delle località ladine dell’Alto Adige, resterebbe inalterato. In altri termini, l’immersione linguistica in Alto Adige non prefigura un ordinamento della scuola alternativo, perchè non prevede un unico tipo di scuola sostitutivo degli attuali tre.<br />
Ciò significa che il concetto di scuola mista non rientra nel modello dell’immersione linguistica.<br />
Se, tuttavia, nell’approfondimento della questione, dovessero emergere problematiche giuridiche insormontabili nel coniugare immersione linguistica e Statuto di Autonomia, sarebbe necessario porre mano preventivamente al testo dell’articolo 19 dello Statuto, con la stesura di un nuovo testo condiviso dai tre gruppi linguistici. La riscrittura dell’articolo 19 risulta essere già nell’agenda di più parti politiche ed è richiesta, in via generale e per esigenze di ammodernamento del testo, anche da tecnici e amministratori della scuola.&#8221;</em></p>
<p>In sintesi , concordo sul fatto che l&#8217;art. 19 dello Statuto sia in piu&#8217; parti un &#8220;colabrodo&#8221; per quanto riguarda la sua formulazione linguistica, che risale a trentacinque anni fa. Non penso pero&#8217; che questo sia un motivo sufficiente a giustificarne una sua revisione.<br />
Per quanto riguarda il modello scolastico dell&#8217;Alto Adige lo Statuto parla abbastanza chiaro, prevedendo scuole differenziate: come poi queste scuole si organizzino internamente (anche) per favorire il plurilinguismo, non contraddice necessariamente il modello.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Sergio 7</title>
		<link>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1288</link>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 16:22:56 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=66#comment-1288</guid>
					<description>Non capisco bene una cosa. Quando il ministro (e tu) dice che l'immersione linguistica in sè non è vietata dallo statuto d'autonomia lo fa interpretando :

"sia impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna"

come che è possibile in una scuola italiana impartire un insegnamento in lingua tedesca a patto che l'insegnante sia di tale madrelingua ?

A mio avviso il testo (come al solito poco chiaro) va interpretato in modo più restrittivo, ossia nelle scuole italiane l'insegnamento va impartito in italiano da docenti italiani e idem per le tedesche. (almeno io così interpreto quell'ugualmente)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco bene una cosa. Quando il ministro (e tu) dice che l&#8217;immersione linguistica in sè non è vietata dallo statuto d&#8217;autonomia lo fa interpretando :</p>
<p>&#8220;sia impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna&#8221;</p>
<p>come che è possibile in una scuola italiana impartire un insegnamento in lingua tedesca a patto che l&#8217;insegnante sia di tale madrelingua ?</p>
<p>A mio avviso il testo (come al solito poco chiaro) va interpretato in modo più restrittivo, ossia nelle scuole italiane l&#8217;insegnamento va impartito in italiano da docenti italiani e idem per le tedesche. (almeno io così interpreto quell&#8217;ugualmente)
</p>
]]></content:encoded>
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