Il programma della Giunta uscente

di enrico

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Per qanto riguarda le lingue, il programma di coalazione per la XIII legislatura (presentato dalla Giunta provinciale al Consiglio provinciale dell’Alto Adige il 12.12.2003), prevedeva questo:

La Giunta provinciale di Bolzano - XIII legislatura

“Il bilinguismo ed il trilinguismo reale nella nostra provincia costituiscono un grande vantaggio. E’ chiaro a tutti che la conoscenza delle nostre lingue e naturalmente anche di altre lingue rappresenta una ricchezza ed una grande chance nella vita sociale e culturale. In particolare, nei servizi di interesse pubblico, tale principio deve essere considerato preminente. La provincia proseguirà nel favorire la migliore conoscenza delle lingue potenziando le offerte di attività extrascolastiche nelle due lingue e migliorando ulteriormente la qualità didattica nelle scuole. È volontà del governo provinciale che ogni ragazzo e ragazza rafforzi la propria madrelingua e al contempo la scelta di frequentare la scuola nell’altra lingua non deve essere vista come l’unica opportunità per diventare cittadino e cittadina bilingue. In particolare la scuola di lingua italiana continuerà ad impegnarsi per garantire ai propri studenti e studentesse un buon apprendimento della seconda lingua e verrà sostenuta dal governo provinciale in questo progetto.

Per favorire la convivenza e la piena uguaglianza tra cittadini e tra gruppi linguistici è importante conoscere le lingue. A tale proposito verranno intensificati gli sforzi negli anni futuri, in particolar modo per quanto riguarda la conoscenza della lingua tedesca e di quella italiana. Verranno accolte, nuove possibilità e metodologie per il miglioramento delle conoscenze linguistiche anche con percorsi didattici differenziati per le scuole dei singoli gruppi, sempre nel rispetto delle diverse identità. Bisogna però prendere atto che in una terra dove si parlano due lingue non si può demandare ad una sola istituzione il compito di formare cittadini e cittadine bilingui e trilingui, vanno assunte iniziative anche oltre la scuola, rendendone consapevoli le famiglie e le parti sociali, vanno trovate formule ancora più incisive.

Chiederemo inoltre che nei concorsi pubblici, qualora un candidato scelga di sostenere l’esame in lingua diversa da quella del gruppo a cui ha dichiarato di riferirsi, almeno una prova scritta venga sostenuta nella lingua del gruppo di riferimento, in tal modo rafforzando il diritto all’uso della madre lingua nel settore pubblico. Sarà nostra premura attuare la sentenza della Corte europea di giustizia riguardante le commissioni per gli esami di bi- e trilinguismo, adeguando, in tale ambito, ove necessario, i criteri di difficoltà.”

Un punto scritto molto bene e molto calibrato. La nuova coalizione di Giunta per la prossima legislatura potrebbe riproporlo identico, parola per parola, a questo punto. Che cosa ne dite?

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