L'Europa premia il tedesco negli asili
Soddisfatta la sovrintendente scolastica Rauzi: «E' stata dura, ma ce l'abbiamo fatta. Un grazie anche ai genitori carbonari della prima ora»
rassegna stampa / Alto Adige - 18/12/2003
 


di Nicola Gambetti

BOLZANO. Dopo anni di tentativi e di diatribe politiche sembra proprio che, portando l'insegnamento del tedesco nelle scuole materne, sia pure in forma ludica, si sia finalmente trovata la via migliore per l'apprendimento precoce della seconda lingua: di questo parere è senz'altro la Commissione europea, che nei giorni scorsi ha premiato la Sovrintendenza scolastica della Provincia con il «Label europeo 2003», una sorta di marchio di qualità per gli ottimi risultati conseguiti dall'iniziativa.
«L'articolo 19 dello Statuto di autonomia - ha puntualizzato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa la sovrintendente Bruna Rauzi Visentin - prevede l'obbligo di insegnamento della seconda lingua a partire dalla seconda elementare, ma non ne proibisce l'apprendimento anticipato: già nel 1994 infatti l'insegnamento è stato allargato alle prime classi, con sei ore settimanali. Poi nel 1997 ci siamo trovati di fronte ad una situazione paradossale, i genitori volevano che i figli iniziassero ad imparare il tedesco ancor prima di andare a scuola: così venivano ricavate delle ore di lezione prima dell'apertura degli asili o subito dopo il pranzo. L'iniziativa di per sé era buona, ed anzi siamo riconoscenti ai genitori che in quei momenti difficili hanno combattuto per raggiungere questo risultato, ma purtroppo le ore dedicatevi non andavano bene: infatti è stato dimostrato che quando la mente è stanca non produce, si riflette la stanchezza e ciò che vi si imprime è solamente un cattivo ricordo».
Questo era il rischio cui poteva andare incontro l'iniziativa dei «genitori carbonai» durante il periodo per casì dire oscurantista.
«Così, nel 1997 abbiamo fatto presente alla Giunta che occorreva regolamentare il fenomeno per scongiurare la sperimentazione selvaggia - prosegue la Rauzi - e nel 1998 siamo partiti con il progetto, che per ora riguarda solo i bambini di cinque anni: oggi abbiamo diciotto insegnanti di madrelingua, tutti volontari, in dieci scuole materne su tutta la provincia. Abbiamo preso lo spunto da Strasburgo, dove vivono un'analoga situazione di bilinguismo tra francese e tedesco con insegnamento precoce, ma poi abbiamo seguito un percorso nostro: oggi considero questo progetto il mio secondo figlio. Sono convinta che questa sia la strada da seguire per far nascere l'amore verso una lingua: ed a Lisbona la stessa Unione europea, nel luglio di quest'anno, sottolineando come prioritaria per il futuro comunitario la conoscenza di almeno due lingue straniere per ogni cittadino ha anche evidenziato che il miglior apprendimento comincia nei primi anni di vita».
«La maggior parte degli insegnanti - aggiunge Irene Girotto, consulente didattica è con noi da quattro anni, ed ha scelto di parteciparvi volontariamente: in tutto questo tempo abbiamo sviluppato una metodologia sulla quale lavorano tuttora gli stessi docenti e siamo in grado di tracciare il profilo giusto per un insegnante. Infatti non basta essere di madrelingua tedesca, ma occorre una formazione adeguata che oggi possiamo offrire». Nel 2002 l'iniziativa coinvolgeva 390 bambini, quest'anno 480: e potrebbero essere molti di più, se vi fosse un numero adeguato di docenti volontari.
«Il premio Label è un riconoscimento forte - concludono gli ispettori Walter Cristofoletti e Pio Galastri - un marchio di qualità che ci conforta, perché significa che siamo sulla strada giusta, si tratta infatti di un progetto innovativo a livello europeo: abbiamo realizzato tutti gli obiettivi, i risultati sono evidenti ed il progetto deve proseguire».


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