Archivio della Categoria 'Le proposte'

I segreti del corpo

di enrico - 17 February 2008
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La mostra “I segreti del corpo” è stata inaugurata al Centro Trevi di Bolzano, alla presenza di autorità e di esperti. La mostra è stata progettata in stretta collaborazione fra gli Istituti pedagogici italiano, tedesco e ladino della provincia di Bolzano. Questo dato di “collaborazione” fra mondo scolastico italiano, tedesco e ladino è stato stigmatizzato e elogiato dal presidente della Provincia Durnwalder nel suo discurso inaugurale.
La mostra ha anche una sua sezione espositiva in 3D, un ambiente virtuale tridimensionale di cui bene sarebbe indagare le potenzialità proprio dal punto di vista della didattica delle lingue.
L’inaugurazione su Scuola 3d è fissata per lunedì 18 febbraio 2008 alle ore 21.

teatro anatomico
Un installatore del browser appositamente costruito per le visite alla mostra 3d si trova a questo link:

http://download.scuola3d.it/Leonardos3d.exe

La home page della mostra, invece qui:

http://www.leonardoeilcorpo.it/

L’invito è per lunedi’ 18 febbraio alle 21 su scuola3D.

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Lezioni in italiano, tedesco e ladino

di enrico - 17 January 2008
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L’ufficio Stampa della Provinci autonoma di Bolzano ha pubblicato un breve resoconto dei lavori dell’assemblea della Consulta provinciale degli studenti di lingua tedesca, tenutasi nei giorni scorsi presso il Liceo Scientifico di lingua tedesca di Bolzano e alla quale ha preso parte una quarantina di delegati.
Il comunicato stampa è consultabile qui.

Uno spazio di approfondimento i ragazzi lo hanno voluto dedicare al modello dell’immersione linguistica, presentato con una relazione
dell’ispettore dell’Intendenza scolastica italiana, Walter Cristofoletti.

L'ispettore per il tedesco seconda lingua Walter Cristofoletti
Walter Cristofoletti

A tale proposito la Consulta degli studenti si è espressa a favore dell’intensificazione delle lezioni nelle due principali lingue provinciali ed ha criticato il fatto che nelle scuole di lingua italiana e tedesca non vengano tenute lezioni di lingua ladina, proponendo senz’altro l’istituzione di ore di lezione facoltative di lingua ladina da tenersi nelle ore pomeridiane.

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Sezioni tedesche nelle scuole italiane

di enrico - 25 November 2007
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«Sono stanco che si dia la colpa all’Svp della mancata conoscenza delle lingue. Rilancio la mia vecchia proposta, respinta: sezione tedesca per i bambini italiani nelle scuole italiane». Con queste due scarne righe apparse sul quotidiano Alto Adige il 22 novembre 2007 il Presidente della Provincia Luis Durnwalder ripropone con forza come nel 1996 di istituire sezioni tedesche all’interno delle scuole italiane .

La proposta del 1996 non era definita sul piano didattico ma formulata solo sul piano ordinamentale. Si trattava di realizzare nelle scuole italiane corsi di studio specifici in cui la totalità delle materie doveva essere svolta in tedesco, ad eccezione dell’italiano, naturalmente.
Allora non erano ancora state approvate dalla Giunta Provinciale di Bolzano le linee guida/Richtlinien che ancora oggi rappresentano uno schema di riferimento per le scuole che intendono potenziare l’insegnamento della seconda lingua e si era quasi allo scontro sulla questione dell’immersione linguistica. Così la proposta di Durwalder sembrava rappresentare un’ottima mediazione, anche sul piano della fattibilità.

Il Presidente della Provincia Luis Durwalder
Luis Durwalder - foto tratta dall’archivio SVP

Con grande sorpresa, probabilmente anche dello stesso Durnwalder, la proposta fu criticata in modo feroce quasi da tutti: la si accusava di introdurre nuovi ghetti linguistici, di essere funzionale solo al trasferimento alla scuola italiana dei bambini italiani che frequentavano la scuola tedesca, di essere insomma una proposta che rafforzava il sistema delle scuole separate, invece che superarlo. Altri, come Franco Frattini, allora a Bolzano con Forza Italia, avevano estremizzato chiedendo che il modello fosse esteso subito alle scuole tedesche.
Nel mondo tedesco, l’opposizione fu capeggiata dall’allora assessore alla scuola e cultura Bruno Hosp, che, temeva che l’insegnamento per sezioni di lingua diversa si estendesse rapidamente alla scuola tedesca. Proprio in polemica con Frattini, egli ebbe a dichiarare: “Se Frattini radicalizza subito la proposta di compromesso del Landeshauptmann Durnwalder di istituire delle sezioni tedesche nelle scuole italiane, e pretende che tutte le materie nelle scuole elementari siano insegnate al 100% in lingua tedesca, allora diventa subito chiaro dove sta il vero punto d’attacco delle sue fatiche: la graduale infiltrazione delle scuole tedesche” (Traggo questa citazione da Dossier: Art.19 Plurilingui o Mistilingui?).

Ricordo bene queste vicende perche’ al tempo ero tra i pochissimi sostenitori della proposta di Durnwalder, assieme a Rosetta, Fronza, storica dirigente della Scuola media Archimede di Bolzano, Luigi Cigolla, allora assessore alla scuola italiana e per qualche tempo Bruna Rauzi, ancora oggi Sovrintendente scolastica di Bolzano. Addirittura si inizio’ informalmente a studiarla per vedere la fattibilità del modello sul piano didattico e dal punto di vista del potenziamento nelle sezioni tedesche anche delle attività in madrelingua italiana.

Travolta da pregiudiziali ideologiche o di principio, l’idea delle sezioni tedesche nelle scuole italiane resto’ nel cassetto, dove pare si sia conservata intatta, tanto da essere oggi riproposta.

Io credo che la proposta Durwalder di istituire sezioni tedesche nelle scuole italiane possa ancora oggi costituire un valido strumento organizzativo per insegnare in lingua veicolare in maniera consistente e idonea a raggiungere l’obiettivo dell’apprendimento di due e piu’ lingue.
L’istituzione di sezioni in lingua diversa però non deve sminuire l’importanza, sempre centrale, di un lavoro comune fra scuole italiane e tedesche e la necessità dell’incontro e del dialogo interculturale. Cosi’ come le iniziative di contatto fuori dalla scuola, che dovrebbero essere costantemente valorizzate, sostenute e rilanciate.

Enrico Hell

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We have a Dream

di enrico - 18 November 2007
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I have a dream - Modell einer mehrsprachigen Schule , questo il titolo dell’ incontro in cui i Verdi dell’Alto Adige hanno presentato ieri, 17 novembre 2007 a Bolzano, le linee del modello di scuola plurlingue elaborato da Verena Debiasi e Christine Tonsern.

Si tratta di un’offerta aggiuntiva, quindi non di un sistema di istruzione alternativo al sistema attuale del Sudtirolo, basato su scuole rigorosamente divise per lingua di insegnamento. La distinzione fra scuole in lingua italiana e scuole in lingua tedesca, non dovrebbe cadere, ha spiegato Verena Debiasi, ma all’interno delle varie scuole dovrebbero svilupparsi progetti e classi plurilingui, con forti interrelazioni fra le scuole di diversa lingua di insegnamento.

Nelle classi plurilingue lavorerebbero alla pari isegnanti di madrelinga italiana e tedesca, coordinando e organizzando l’insegnamento delle materie ognuna nella propria lingua. Su questo versante risulta poi fondamentale una formazione specifica delli insegnanti che si troverebbero ad operare in tale contesto plurilingue.

Ogni circoscrizione del territorio provinciale dovrebbe avere una scuola primaria e una scuola media organizzata in questo modo. Le norme esistenti non prevedono l’iscrizione degli alunni alla scuola corrispondente alla lingua parlata in famiglia e in questo modo le famiglie stesse potrebbero sceglere una scuola plurilingue in base all’offerta sul territorio.

Punto fondamentale del modello di Verena Debiasi e Christine Tonsern è la centralità dell’incontro e dell’apprendimento interculturale, che si associa saldamente a una proposta di insegnamento veicolare delle lingue.
Questo mi sembra l’elemento di vera novità della proposta dei Verdi dell’Alto Adige.

Tento di schematizzare il mio pensiero:

La maggior parte delle proposte degli ultimi quindici anni in direzione di una una di scuola plurilingue in Alto Adige può essere classificata secondo due macrocategorie:

1) incontro —> lingua (proposte interculturali: enfasi sui gemellaggi, sugli scambi linguistici, sull’extrascuola)

2) lingua —> incontro (scuola ad immersione linguistica: enfasi sull’uso veicolare della lingua)

La nuova proposta elaborata da Verena Debiasi e Christine Tonsern salda i due approcci nel modo seguente:

3) incontro <---> lingua (intercultulturaltà + insegnamento veicolare delle lingue).

Alla presentazione ha partecipato una cinquantina di persone, ognuna delle quali poi nella discussione ai tavolini del WordCafe, ha potuto dire la sua, contribuendo cosi’ al processo di elaborazione del modello.

La presentazione dei lavori del WordCafe

Una proposta che nasce all’insegna della condivisione e del confronto, anche questo un elemento caratterizzante in positivo.
Non per niente all’inizio dei lavori era partita dalla sala la proposta, subito accolta, di sostituire nel titolo della presentazione: I have a dream con We have a dream.

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Un modello di scuola plurilingue

di enrico - 14 November 2007
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Verena Debiasi e Christine Tonsern

Verena Debiasi e Christine Tonsern hanno elaborato un modello di scuola plurilingue che definiscono “realizzabile” dentro l’Autonomia provinciale di Bolzano.
Ne da’ notizia in un suo comunicato il portavoce provinciale dei Verdi dell’Alto Adige.

La presentazione del modello e la successiva discussione in vista delle definizione di un modello definitivo, avra luogo sabato 17 novembre 2007 a Bolzano, presso la casa Altmann, sala B, in piazza Gries, 18.

Ecco il comunicato, con le prime indicazioni sulla proposta di Verena Debiasi e Christine Tonsern:

“I tempi sembrano maturi. Negli ultimi mesi la scuola è stata al centro del dibattito pubblico. Mai come in questo periodo l’apprendimento lingui­stico è stato discusso così apertamente ed in maniera tanto controversa. La ormai troppo stretta corazza protettiva dell’articolo19 inizia a creparsi sotto la spinta dei nuovi bisogni che si sviluppano nella nostra società.

Verena Debiasi e Christine Tonsern, due competenti insegnanti di lingua e di seconda lingua, con il loro modello di scuola plurilingue vogliono dare una risposta alla domanda emergente delle nuove generazioni alto­atesine.
La loro è una proposta di scuola aggiuntiva, che vuole unire ciò che va unito. Il loro modello prevede una parte di lezioni in tedesco ed un’altra in italiano. Nessuno mette in discussione il diritto all’insegnamento nella madrelingua, ma bisogna saper guardare oltre. Per far ciò non serve ri­scoprire l’acqua calda, in Europa e nel mondo esistono già modelli col­laudati. E anche l’Alto Adige ha già diverse esperienze da mettere in mo­stra, anche se sono state sviluppate e attuate quasi sempre al di là della politica ufficiale.
Le autrici presenteranno il loro modello di scuola plurilingue. Seguirà poi un World Cafè, durante il quale le persone partecipanti discuteranno con chi vorranno degli aspetti che sembreranno loro importanti. Gli e le invitate, genitori, alunne ed alunni, insegnanti, esperte ed interessati potranno così far confluire le loro idee nel modello definitivo.”

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Dalla Conferenza di Bruxelles riparte eTwinning 2007

di Silvia - 28 March 2007
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Partecipanti italiani alla conferenza etwinning2007 (foto dal sito www.bdp.it)

A chi gli chiedeva, che cosa ne pensasse della sorte della Comunità europea, Jean Monnet nei lontani anni ’50, rispondeva “Non sono ne’ ottimista, ne’ pessimista. Sono determinato”. Ecco, proprio la determinazione è la caratteristica fondamentale per impegnarsi in qualsiasi progetto europeo, ed anche in eTwinning è un ingrediente fondamentale per la buona riuscita del proprio parternariato.

Determinati sono stati i 23 insegnanti italiani che hanno partecipato alla Conferenza eTwinning europea che si è tenuta a Bruxelles dal 23 al 25 febbraio, e la perseveranza premia: Paola Lico con il progetto “I giovani cercano la propria identità” -partner polacca- ha vinto il primo premio per la categoria età 16-19 anni; Loredana Vertuani ha ricevuto il secondo premio con “Noi i giovani di oggi” -partner finlandese.

Il 2007 per eTwinning è un anno speciale: l’azione entrerà a far parte di LLP. Nel suo discorso di apertura il Commissario Figel ha sottolineato che “eTwinning si configura come ulteriore opportunità per i partenariati scolastici Comenius di continuare il proprio lavoro sui progetti e come punto di partenza per le scuole che ancora non partecipano a progetti basati sulle TIC”. Ancora, nel suo discorso, collegando eTwinning all’Agenda di Lisbona ed alla Dichiarazione di Bologna, ha sottolineato come gli insegnanti eTwinning stiano spianando la strada verso la collaborazione scolastica.

La conferenza annuale, è stata, come di consueto, il momento per trarre i bilanci dell’Azione, ma non solo… Lo sguardo dei partecipanti non era rivolto al passato, cui si è fatto riferimento come fonte di insegnamento per il futuro dell’Azione.

dal video promo

Data l’accelerazione che hanno subito i tempi nella nostra società, ormai occuparsi del futuro, significa spesso concentrarsi sul presente: i tempi dell’insegnamento però, nella gran parte dei casi, vanno nel senso contrario rispetto a questa regola. La presentazione di Marc Durando, il Direttore Esecutivo di EUN, ha inquadrato il problema: un insegnante di 50 anni trasmette ai suoi studenti delle conoscenze che lui stesso ha acquisito 25/30 anni prima, e che gli studenti stessi utilizzeranno nell’arco di 10-15 anni. Da qui, il periodo di comunicazione del sapere è quindi di 40 anni, questo significa che esso è due volte più lungo del periodo che misura le trasformazioni della società. eTwinning, con il suo patrimonio tecnologico, ha come obiettivo accorciare il tempo di trasmissione del sapere, non solo adeguandosi, ma anche interpretando una nuova e-education pensata ed adattata alle necessità dei cosiddetti “Digital Natives”. Secondo i dati dell’ultimo rapporto OECD “Education at a glance” un “digital native”, entro i 21 anni, sarà stato impegnato 15.000 ore in istruzione formale, avrà trascorso 20.000 ore davanti al computer e si sarà dedicato 50.000 ore al computer: va da sé che dovrebbero essere le nuove tecnologie il focus dell’istruzione nel 2000. E’ da tre anni che eTwinning si occupa di questi temi, e proprio durante la Conferenza questi concetti sono stati ribaditi, attualizzati e “preparati” per il nuovo anno che si è aperto di fronte a noi. Nello specifico i workshop che si sono susseguiti hanno preso in considerazione i diversi aspetti dell’Azione: il Desktop eTwinning ed il Twinspace, Collaborazione e Pubblicazione, Xplora per eTwinners e “Modelli per la collaborazione scolastica”, un workshop dedicato all’ animazione con la plastilina, analizzata fase per fase, ed infine un workshop animato dal PAG (Pedagogical Advisory Group) sullo sviluppo professionale, teso a scoprire che tipo di discenti siamo, se dreamers, doers, thinkers…e molto altro ancora.

Silvia Dell’Acqua

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