Archivio di April 2008

Certificazioni linguistiche

di enrico - 25 April 2008
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Di oggi la notizia che la Comissione dei Sei ha licenziato la norma di attuazione in materia di equiparazione delle certificazioni europee ai vari gradi di patentino. Si tratta di un risultato importante, soprattutto perché a Bolzano si introducono criteri efficaci nell’ accertamento linguistico.

Corrispondenza patentino - certificazioni europee
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Il patentino in uso a Bolzano è meno attendibile come certificazione linguistica rispetto agli esami condotti secondo il quadro europeo delle lingue.

Tentando un un sommario confronto tra i due tipi di esame vediamo che il patentino di Bolzano prevede due prove scritte e una prova orale. Nelle prove scritte i candidati devono rispondere in italiano a sei domande formulate in tedesco e relative a un testo in lingua tedesca, e in tedesco a sei domande formulate in italiano e relative a un testo in lingua italiana. Nella prova orale i candidati devono dimostrare la propria capacità comunicativa in conversazioni di tipo quotidiano e professionale. Il tutto diversificato a seconda delle varie carriere (A,B,C,D).
Molto piu’ elevato invece il livello di un esame condotto secondo le direttive europee. Per esempio l’esame corrispondente al patentino A (l’europeo C1) si articola cosi’: il candidato deve comprendere un’ampia gamma di testi complessi e lunghi sapendone riconoscere il significato implicito; deve esprimersi con scioltezza e naturalezza; deve usare la lingua in modo flessibile ed efficace per scopi sociali, professionali e accademici; deve riuscire a produrre testi chiari, ben costruiti, dettagliati su argomenti complessi, mostrando un sicuro controllo della struttura testuale, dei connettori e degli elementi di coesione.
Si vede anche solo da questo breve confronto che negli esami europei vengono testate tutte le abilità linguistiche, quelle ricettive, di ascolto e lettura, e quelle produttive, orali e scritte. Si tratta dunque di esami completi ed efficaci dal punto di vista della certificazione. Nel patentino in uso a Bolzano questo non accade. Piuttosto il candidato deve dimostrare una sola abilità fondamentale, quella di comprendere un testo in una lingua e renderne conto in un’altra.
Alla base del patentino a Bolzano sta l’idea che il bilinguismo sia capacità di tradurre, alla base delle certificazioni europee stanno invece tutte le abilità in una lingua.

Questa sarebbe di per sé una considerazione sufficiente a mandare tranquillamente in pensione il vecchio patentino, che si dimostra obsoleto. Invece il vecchio sistema resta ad affiancare il nuovo.

Difficilissimo da superare, estremamente selettivo, vero scoglio (talora incubo) per i cittadini dell’Alto Adige da decenni, il patentino di Bolzano mostra, se confrontato con il sistema europeo di prossima adozione in provincia, di essere inidoneo ad accertare le reali competenze linguistiche. Nel contempo si rivela causa dell’effetto opposto, cioè del demotivare le persone attraverso continue e ripetute bocciature, vere e proprie dichiarazioni di inadeguatezza. L’idea di un bilinguismo irraggiungibile si è diffusa a Bolzano anche come effetto di un patentino dal carattere punitivo e irreale.

In ogni caso sul piano politico c’e’ chi lamenta che la norma di attuazione della Commissione dei sei avrebbe omesso il vero punto della questione e cioè l’assolvimento del patentino attraverso l’esame di maturità.

Su questo sono in totale disaccordo, soprattutto perché l’insegnamento delle lingue a scuola oggi non dà alcuna garanzia di una adeguata conoscenza delle lingue stesse dal punto di vista della futura professione. Si potrebbe ipotizzare una corrispondenza del genere solo al termine di una scuola bilingue, oggi forse solo dopo aver frequentato le scuole delle località ladine e, un domani, dopo aver frequentato una vera scuola ad “immersione”.

Tuttavia le scuole possono dare egualmente un contributo concreto anche da subito.

Una scuola, in rete con altre scuole, potrebbe ad esempio diventare sede di certificazione internazionale, offrendo agli studenti ed anche agli adulti la possibilità di sostenere tutte le prove di certificazione linguistica europea, valutate da commissioni esterne. A supporto, la scuola potrebbe offrire percorsi extrascolastici e opzionali di preparazione all’esame aperti anche agli adulti, operando in questo senso nel campo dell’educazione permanente.
L’idea che l’apprendimento linguistico sia soprattutto una questione di apprendimento lungo tutto l’arco della vita è stata finora del tutto trascurata Bolzano. Il vecchio patentino è stato costruito avendo in mente una sorta di “bilinguismo puntuale”, secondo il quale a un certo punto della propria vita il cittadino, superando un esame difficile, diventerebbe bilingue e lo resterebbe per sempre. Questo è pura utopia. Quasi nulla, di conseguenza, è stato fatto negli ambienti di lavoro per mantenere o incrementare il bilinguismo interno, non si sono quasi mai incentivate ditte o amministrazioni o realtà produttive in tal senso e si è considerata la questione del bilinguismo questione da definirsi, appunto, solo in termini di patentino “una tantum”. A questo punto il sistema delle certificazioni flessibili introdotto dalla Comissione dei sei potrà avere ricadute importanti anche su iniziative di bilinguismo diffuso e pensato lungo tutto l’arco della vita, iniziative tutte da progettare e che rappresentano la vera svolta e la sfida implicite nella norma di attuazione. In definitiva togliere alla provincia il monopolio della certificazione linguistica, puo’ portare a una migliore politica linguistica.

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Riccardo Dello Sbarba

di enrico - 11 April 2008
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Riccardo Dello Sbarba, Presidente del Consiglio provinciale di Bolzano

Della discusssione nel Consiglio della provincia autonoma di Bolzano sul disegno di legge 147/07/XII Obiettivi formativi generali ed ordinamento della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione ci sono ottimi resoconti nelle news del Consiglio provinciale.

Efficace l’intervento di Riccardo Dello Sbarba, del gruppo Verde e Presidente del Consiglio stesso.
Ecco alcuni passaggi tratti dalle news.

“La Giunta dovrebbe rispettare l’autonomia delle scuole, ed invece in questo dlp si rimanda a decisioni dell’esecutivo provinciale per ben 39 volte! Bisogna riconoscere che la sovranità è di cittadini e cittadine, e che le istituzioni servono a regolare solo ciò che questi, o gli enti a loro più vicini, non riescono a regolare”. Anche la possibilità di provare nuovi metodi di insegnamento della lingua potrebbe essere determinata nel dettaglio dalla Giunta. Dello Sbarba ha rilevato l’apertura di Brugger a classi con insegnamento plurilingue, e quella di Durnwalder verso sezioni in lingua tedesca nelle scuole italiane: “Questi due alti esponenti SVP devono riconoscere che bisogna fare un passo in direzione del pluriliguismo, già attuato da Università e Claudiana oltreché da scuole pubbliche e private con le sperimentazioni: bisogna poter offrire a chi vuole, lasciando intatta la scuola in madrelingua, un’alternativa bi- o trilingue, dove tutto l’ambiente sia tale: le sperimentazioni attuali sono infatti inserite in un contesto monolingue, e sappiamo che il contesto generale è particolarmente importante”. [Riccardo Dello Sbarba è anche estensore materiale della presa di posizione riportata qui].
“La strategia linguistica dei due tempi, ovvero prima imparo la mia lingua e poi quella degli altri”, ha detto Dello Sbarba, “non ha nulla di scientifico: più piccoli sono i bambini, meno fatica fanno”. Ha aggiunto che molti politici che difendono la scuola nella madrelingua mandano poi i figli nella scuola dell’altra lingua: “Allora il monolinguismo vale per il popolo, mentre pochi eletti fanno fare ai loro figli la scelta che li renderà vincenti”. Ci sono, è vero, momenti in cui i bambini hanno crisi linguistica: “I linguisti confermano però che nella fase di apprendimento di una nuova lingua, c’è un momento in cui si va nel panico, si ha un blocco, ma poi si riparte”. Ha chiesto dunque di non sprecare un’occasione preziosa per una questione ideologica, costringendo le famiglie ad arrangiarsi (…) Ha detto di non concordare con chi, parlando solo italiano in famiglia, manda il figlio nella scuola tedesca: ci vuole precauzione, ma in ogni caso non si può vietare. Per evitare queste sperimentazioni fai da te, l’unica soluzione “non è vietare questa cosa, ma valorizzare il bisogno di bilinguismo offrendo una scuola che faccia del confronto interculturale ed interlinguistico la propria missione fondamentale.

Ho indicato in grassetto alcuni dei punti importanti del discorso di Dello Sbarba:

  • il riconoscimento di aperture che già ci sono (Brugger, Durnwalder)
  • la condivisione dell’idea di una scuola che possa avere come mission la madrelingua (per la minoranza)
  • l’importanza del contesto generale
  • l’importanza delle lingue parlate in famiglia nella scelta della scuola
  • l’idea che la mission fondamentale per tutte le scuole sia quella del confronto interlinguistico e interculturale.

Per la metà dei temi in grassetto io stesso sono completamente d’accordo, per il resto dissento, talora vedo qualche contraddizione, ma la presa di posizione di Riccardo dello Sbarba è senz’altro fra quelle piu’ attente e consapevoli delle dinamiche attuali.

E, notizia degli ultimi giorni, Riccardo ha aperto un blog personale, da visitare assolutamente. Penna eccellente dentro il sistema dei media formali, con il suo blog Riccardo di certo non manca all’appuntamento con la redazione diffusa.

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Brugger in visita a Supertoll

di enrico - 10 April 2008
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Direttivo e collaboratori della cooperativa Supertoll incontrano Siegfried Brgger e Ingeborg Bauer Polo

L’onorevole Siegfried Brugger e la prof.ssa Ingeborg Bauer Polo hanno incontrato oggi il direttivo e i collaboratori della Cooperativa Supertoll. All’incontro, su invito nella sede di via Fiume a Bolzano, era presente, assieme alla Presidente Claudia Masera, anche Elena Artioli, socia fondatrice e fervente animatrice di tutte le attività della cooperativa. Fondata lo scorso anno, la cooperativa Supertoll ha già raccolto circa 900 adesioni e iscrizioni al sito online.

Nel corso dell’incontro nella sede di via Fiume sono state illustrate in primo luogo le motivazioni che hanno portato alla costituzione della cooperativa, nata per dare un contributo concreto alla conoscenza delle lingue in Alto Adige attraverso iniziative di incontro e contatto fra persone di lingua diversa, sia giovani che adulti. Alcuni dei servizi offerti da Supertoll sono infatti:

  • lo scambio linguistico fra le famiglie;
  • lo scambio linguistico fra giovani e adulti;
  • le esercitazioni per il patentino;
  • il sostegno linguistico e il servizio traduzioni.

L’idea di fondo, alla base di tutte queste iniziative, è che per la conoscenza delle lingue si possa fare molto proprio al di fuori della scuola, soprattutto coinvolgendo gli adulti e facendo incontrare i ragazzi.

Il lavoro nelle scuole resta fondamentale in ogni caso, hanno detto Claudia Masera e Elena Artioli, soprattutto se le scuole punteranno ad essere sempre più specializzate.
A questo proposito Brugger ha sottolineato la necessità che la scuola tedesca continui ad attribuire la massima importanza all’apprendimento della madrelingua e che la scuola italiana, allo stesso tempo, si specializzi sempre meglio nella didattica della seconda lingua, progettando e realizzando anche sperimentazioni nuove. Tutto questo può essere realizzato senza necessità di modifiche legislative.
Ingeborg Bauer Polo ha sottolineato il valore della conoscenza delle lingue per ogni tipo di scuola.

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Disegno di legge

di enrico - 8 April 2008
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Il Consiglio provinciale di Bolzano, nei giorni scorsi, ha esaminato il Disegno di legge n. 147/07-XIII di iniziativa della Giunta provinciale Obiettivi formativi generali ed ordinamento della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione“.

Per quanto riguarda il sostegno al bilinguismo, in questo disegno di legge (testo approvato dalla prima commissione legislativa il 29/2/2008) è rilevante il comma 5 dell’articolo 14:

5. Data la particolare situazione linguistica provincia di Bolzano, il primo ciclo di istruzione assicura lo studio della madrelingua tedesca o italiana, della seconda lingua nonché l’apprendimento di nozioni fondamentali della lingua inglese. Al fine di migliorare le conoscenze plurilingui delle alunne e degli alunni, le scuole possono avviare progetti innovativi di insegnamento delle lingue nel rispetto dell’articolo 19 dello Statuto di autonomia e con le indicazioni della Giunta provinciale. Nelle scuole delle località ladine vengono rafforzate e approfondite, nel quadro delle disposizioni dell’ordinamento paritetico, le competenze nelle lingue ladino, tedesco, italiano e le nozioni fondamentali nella lingua inglese.

Un disegno di legge che, se approvato, prevede esplicitamente la possibilità per le scuole di attivare progetti innovativi finalizzati a migliorare le conoscenze plurilingui, specificando in ogni caso due condizioni:

Gli interventi in Consiglio provinciale sono stati puntuali, cosi’ come sono sinteticamente riportati nelle News del Consiglio del 2 e del 3 aprile 2008.

C’e’ chi sottolinea un eccesso di dirigismo della Provincia sulla scuola e anche chi vede come un pericolo la semplice enunciazione del concetto di educazione plurilingue. In ogni caso il dibattito è stato aggiornato al mese di maggio 2008. Gli emendamenti sono stati previsti fino a tutta la giornata odierna.

C’e’ dunque tempo per parlarne con calma.

Istantanea del Consiglio Provinciale di Bolzano

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