Archivio di August 2008

Lo sconto sul patentino

di enrico - 31 August 2008
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Alex Janes

Alex Janes, dirigente di Alleanza nazionale di Bolzano, non ha certo fretta di vedere il patentino equiparato alle certificazioni europee. Si augura, al contrario,  che la proposta di norma di attuazione della Commissione dei Sei venga cancellata e ridisegnata interamente. Almeno cosi’ da alcune sue dichiarazioni al quotidiano Alto Adige di oggi.

Janes afferma che invece di superare il monopolio provinciale sul patentino, la norma di attuazione sull’equipollenza dei titoli secondo standard europei non farebbe altro che rafforzare l’esame «locale» per quanto riguarda la certificazione più alta, l’attuale A. Questo perché l’analogo C1 europeo è molto più difficile da ottenere. Trattandosi del livello di patentino che apre le porte dei ruoli dirigenziali, magistratura compresa, prosegue Janes, «non possiamo certo accettare una norma di attuazione che rischia di sbarrare le porte».

Janes nota che il patentino A richiede che il candidato sia in grado di sostenere una conversazione  argomentazioni e commenti in modo appropriato.
Il C1 a cui il patentino A verrebbe parificato,  invece, prevede che il candidato sappia utilizzare la lingua in modo flessibile ed efficace per scopi sociali, professionali ed accademici, riesca a produrre testi chiari, ben dettagliati su argomenti complessi.

Ora la mia domanda è questa: per accedere ai ruoli dirigenziali, magistratura compresa, è davvero troppo pensare che il candidato sappia utilizzare la seconda lingua in modo flessibile ed efficace per scopi professionali, riesca a produrre testi chiari, ben dettagliati su argomenti complessi (come nella descrizione sintetica del certificato C1)? Davvero possiamo accontentarci di un candidato in grado soltanto di sostenere una conversazione sapendo argomentare e commentare in modo appropriato (descrizione sintetica del patentino A)?  Ancora: i testi complessi il dirigente li deve o non li deve capire anche nelle sfumature? Il dirigente deve o non deve poter scrivere con una certa precisione terminologica il testo di una circolare o di una delibera?

Se la risposta è si’, allora l’equiparazione del patentino A alla certificazione C1 è ottimale e, in aggiunta, del tutto aderente alla realtà. Altrimenti il sospetto è che  Janes, cercando di frenare con le sue dichiarazioni la norma di equiparazione proposta,  intenda in realtà portare avanti una richiesta parallela, precisamente lo sconto sul patentino, prospettiva, a mio avviso, abbastanza poco condivisibile anche sul piano della dignità professionale.

 

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Aggiornamento (7 settembre 2008): una discussione sul tema dell’equiparazione delle certificazioni linguistiche standard europee al patentino si trova qui:
http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=76

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Europa e certificazioni linguistiche

di enrico - 26 August 2008
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La Giunta provinciale di Bolzano ha reagito ieri all’ inerzia del governo sull’emanazione della norma di attuazione volta ad equiparare le certificazoni linguistiche europee agli esami di “patentino linguistico” oggi previsti in provincia di Bolzano.

Ecco il testo del comunicato dell’Ufficio Stampa della Provincia del 25 agosto 2008:

Commissione per il bilinguismo: Da più parti viene contestata l’esclusività dell’operato della Commissione provinciale per l’accertamento del blinguismo e per il rilascio del relativo attestato e sono stati presentati ricorsi presso la Corte di giustizia europea. La Commissione dei Sei ha già predisposto una bozza di norma di attuazione per ovviare alla situazione, ma il Governo non l’ha ancora approvata. La Giunta provinciale oggi ha incaricato il presidente Durnwalder di intervenire presso il Governo affinché approvi il testo della Commissione dei Sei o affinché provveda a nominare sollecitamente i nuovi componenti della Commissione dei Sei. Durnwalder aveva già sollecitato tale nomina in occasione del recente incontro a Falzes con il ministro per la Semplificazione legislativa Roberto Calderoli.”

Ministro competente per la questione è Raffaele Fitto

Il MInistro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto

Della proposta della Commissione dei Sei, che risale al mese di aprile 2008, abbiamo riferito qui da fonte giornalistica. Il testo completo della proposta di norma di attuazione non è rintracciabile in rete.

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Taic in Vriaul

di enrico - 24 August 2008
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Giorgio Jannis mi segnala un ottima iniziativa del Circolo culturale  G.Unfer di Timau

Eccone la presentazione:

Il sito “Taic in Vriaul”, predisposto dal Circolo Culturale G.Unfer di Timau - Tischlbong (Ud) per conto del Comune di Paluzza e finanziato ai sensi della L.R. 4/99, propone un ampio excursus sulle comunità germanofone del Friuli Venezia Giulia, situate in Carnia e nella Valcanale.
Di ognuna si potranno consultare singole schede in cui sono approfonditi gli aspetti linguistici, storici, demografici e si segnaleranno le iniziative culturali, le pubblicazioni e le attrattive naturalistiche e artistiche.
Sono elencati i gruppi e i circoli culturali, impegnati nell’opera di rivalutazione e valorizzazione delle lingue di minoranza,
(testimonianza di insediamenti risalenti alla fine del XIII secolo), oltre ai gruppi e alle associazioni sportive e ricreative
che operano in diversi campi all’interno e all’esterno della comunità.
Il sito è ancora in fase di sviluppo e viene regolarmente ampliato ed aggiornato: al momento è attiva la parte riguardante Timau-Tischlbong; prossimamenteverranno messe on-line le parti riguardanti le altre comunità, oltre alla possibilità di consultare le pagine sia in tedesco sia nella lingua delle singole comunità.

Mittar zait ma beart mein leisnan in sito af taic aa, unt in da schprochn van dearfar as taic reint in Vriaul.

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Disallineamenti

di enrico - 16 August 2008
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Confronto fra dati del censimento 2001 e iscrizioni alle scuole elementari

Il grafico ad anelli confronta la composizione per gruppo linguistico della popolazione dell’Alto Adige (anello esterno) con i dati sulle iscrizioni alle scuole elementari dei diversi gruppi linguistici (anello interno). Come si vede la situazione non è allineata, nel senso che le iscrizioni alle scuole italiane sono molto meno di quanto ci si aspetterebbe fossero.

Fatti due conti in termini percentuali, la differenza fra 26 e 20 equivale all’incirca alla differenza fra 100 e 77. Cio’ significa che circa il 23 per cento degli studenti di famiglia italiana non frequenta le scuole elementari italiane dell’Alto Adige.

Il confronto naturalmente non puo’ essere rigoroso, perchè compara la suddivisione per gruppo linguistico di tutta la popolazione dell’Alto Adige del 2001 (prescindendo dai dati per fascia di età non disponibili) con gli iscritti alle elementari del 2006/2007. In ogni caso i link per prendere visione dei dati completi e non arrotondati sono questi:

http://www.provinz.bz.it/astat/download/JB07_K5-pdf.pdf
http://www.provincia.bz.it/astat/download/mit17_02.pdf

Il fatto che probabilmente il 23 per cento, quasi un quarto del target di riferimento, scelga un’ altra scuola è segno che qualcosa non funziona. Forse anche la scarsa efficacia sul piano del bilinguismo è una delle ragioni che inducono i genitori italiani a scegliere direttamente una scuola diversa.

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