Archivio di August 2009

Tommasini dice: “l’immersione è un concetto superato”

di enrico - 29 August 2009
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A sorpresa, sul quotidiano Alto Adige del  25 luglio 2009, compare una presa di posizione del Vicepresidente della provincia di Bolzano Christian Tommasini del tutto contraria all’immersione linguistica.

Si legge sul quotidiano: “Tommasini, che ieri è andato alle Collodi di Ora per presentare la nuova classe (13 iscritti) con il Sovrintendente sostituto Claudio Vidoni e la dirigente dell’Istituto comprensivo della Bassa Atesina Elisabetta Manzio ne approfitta per precisare «questa non è l’immersione, concetto superato»”

Perchè mai Tommasini consideri l’immersione linguistica un concetto superato non è spiegato nel contesto dell’articolo scaricabile qui o leggibile in formato testo di seguito:

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ALTO ADIGE (25 luglio 2009, pagina 13)
I genitori l’hanno voluta all’unanimità: a settembre partirà la sezione bilingue alla scuola elementare «Collodi» di Ora. L’unica prima classe della scuola italiana di Ora sarà dunque organizzata con l’insegnamento veicolare. A Laghetti le sezioni bilingui passeranno da una a due. Ma le novità si fermano qui: 20 sezioni bilingui in 40 scuole in tutto l’Alto Adige. Questo l’elenco: elementari Longon e Manzoni a Bolzano, San Giacomo, Egna, Laghetti, Brunico. Salta agli occhi il vuoto di Merano e Bressanone, mentre la Bassa Atesina si conferma un laboratorio sociale oltre che linguistico. Eppure è arrivata un anno fa la legge provinciale che supera la fase delle sperimentazioni e lascia mano libera alle scuole, che possono accogliere le richieste dei genitori.  «Speriamo che siano sempre di più le famiglie che spingeranno per avere sezioni bilingui», è l’augurio dell’assessore Christian Tommasini, che ieri è andato alle Collodi di Ora per presentare la nuova classe (13 iscritti) con il sovrintendente sostituto Claudio Vidoni e la dirigente dell’Istituto comprensivo della Bassa Atesina Elisabetta Manzio.  Tommasini ne approfitta per precisare «questa non è l’immersione, concetto superato» e per riassumere gli impegni dell’assessorato. Più risorse alle materne per il tempo prolungato con insegnanti di tedesco; sostegno ai progetti di sezioni bilingui alle elementari, spinta sull’insegnamento veicolare alle medie e sugli scambi scolastici alle superiori, in attesa della riforma Gelmini che introdurrà l’insegnamento veicolare in due lingue oltre l’italiano. Tornando alle elementari, Tommasini rivendica: «La politica ha fatto: la legge c’è e sosteniamo i progetti. Adesso la spinta deve arrivare dal basso». Perché sono le famiglie che da sempre, ricorda Vidoni, hanno «costretto» la politica a prendere atto della voglia di bilinguismo. Così a Ora, ribadisce Elisabetta Manzio, «questa nuova sezione è nata perché i genitori dei bambini che si sarebbero iscritti in prima elementare hanno chiesto l’insegnamento veicolare. C’è stata l’unanimità». Senza consenso delle famiglie infatti non può nascere nulla e le sezioni bilingui devono essere approvate dal collegio docenti e dal consiglio di istituto. Ci sono state in passato resistenze tra gli insegnanti italiani, che temono la perdita di posti di lavoro. Tommasini tranquillizza: «La scuola italiana è in crescita, i posti di lavoro sono in aumento, non in diminuzione». Dalle materne alle superiori, la scuola italiana nel prossimo anno scolastico conterà su 17.505 iscritti, 387 in più rispetto all’anno appena concluso.  La Sovrintendenza assicura all’istituto comprensivo della Bassa atesina un insegnante in più per le sezioni bilingui. Ma la Provincia sarebbe disposta a sostenere una scuola bilingue diffusa in tutto l’Alto Adige? Tommasini: «Il mio impegno per i prossimi due anni è una sezione bilingue in ogni Comune della Bassa Atesina. In prospettiva, in ogni scuola deve partire almeno una sezione bilingue». La sfida deve essere andare a verificare. «Non può fare tutto la scuola e nemmeno la politica. Servono la cultura, le associazioni, le famiglie»

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Ecco il link al comunicato del’Ufficio stampa della provincia di Bolzano su questo tema dove Tommasini ribadisce la sua distanza dalla metodologia dell’immersione linguistica.

Vidoni, Tommasini e Manzio in conferenza stampa contro l'immersione linguistica
Tommasini, Vidoni e Manzio in conferenza stampa.

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Nominata la “Commissione dei Sei”

di enrico - 4 August 2009
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Finalmente è stata nominata dal governo la nuova “Commissione dei Sei”, quella che dovrà licenziare anche la norma che prevede una pluralità di certificazioni linguistiche, altre al patentino a tutt’oggi previsto come certificazione unica a Bolzano.

Maria Luisa Gnecchi
A fine giugno 2009 l’onorevole Maria Luisa Gnecchi aveva proposto una interrogazione a risposta scritta al governo sui ritardi di queste nomine. Eccone il testo:

Interrogazione a risposta scritta 25-06-2009, sui motivi che impediscono la promulgazione della norma già elaborata e licenziata dalla commissione paritetica Stato-provincia autonoma del Trentino Alto Adige sul «patentino» previsto per l’accesso al pubblico impiego e per la progressione di carriera. Maria Luisa Gnecchi Numero: 403363

Al Ministro per i rapporti con le regioni. - Per sapere - premesso che:
il decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, prevede una commissione paritetica Stato-provincia autonoma per elaborare le disposizioni di attuazione previste dalla norma costituzionale;
tali norme di attuazione vengono elaborate dalla «commissione dei sei», qualora si tratti di competenze della provincia autonoma di Bolzano, quando, invece, le norme di attuazione concernono competenze di entrambe le province (Bolzano e Trento) o della Regione Trentino-Alto Adige, allora è la commissione dei dodici ad elaborarle. Le proposte delle commissioni, qualora accettate dal Governo, entrano in vigore con decreto del Presidente della Repubblica o con decreto legislativo;
la commissione dei sei è composta da tre membri nominati dalla Provincia autonoma di Bolzano e dal Consiglio regionale e da tre membri nominati dal Governo;
il consiglio della Provincia autonoma di Bolzano e il Consiglio regionale hanno eletto i componenti di propria competenza già in febbraio 2009, ma a causa delle mancate nomine da parte del Governo le commissioni paritetiche non hanno ancora iniziato i propri lavori;
già nei primi mesi del 2008 la commissione dei sei della provincia di Bolzano aveva elaborato un elenco di titoli equipollenti all’attestato per la conoscenza delle due e tre lingue, cosiddetto «patentino» previsto per l’accesso al pubblico impiego e per la progressione di carriera di chi è già in servizio (decreto del Presidente della Repubblica n. 752 del 1976);
tale elenco di equipollenza si era reso necessario al fine di ottemperare alla sentenza della Corte di giustizia europea del 6 giugno 2000 nella causa n. 281/98 che dava ragione al cittadino europeo Roman Angonese, che non era stato ammesso alla partecipazione ad un concorso per assunzione presso la cassa di risparmio di Bolzano, pur essendo perfettamente bilingue ma non in possesso dell’attestato di bilinguismo (italiano-tedesco) rilasciato dalla relativa commissione d’esame che rilascia gli attestati di bilinguismo in provincia di Bolzano;
va anche sottolineato che ammettere vari titoli per riconoscere la conoscenza della lingua italiana e tedesca permetterebbe una possibilità di risparmio di risorse umane nella pubblica amministrazione di Bolzano riducendo il lavoro delle commissioni, questo dovrebbe suscitare l’interesse e quindi il sostegno anche del Ministro Brunetta;
ultimamente, tra la domanda di partecipazione all’esame per il conseguimento del cosiddetto patentino e la possibilità di sostenerlo passano anche 7/8 mesi e ciò penalizza l’accesso al lavoro di coloro che potrebbero far valere già il possesso di un titolo o di un criterio di equipollenza di conoscenza delle due lingue, così come individuati nell’elenco predisposto dalla precedente commissione dei sei, nominata dal Governo Prodi, che aveva svolto un significativo lavoro di indagine e valutazione, nonché di mediazione tra le diverse idee;
l’accordo trovato rispondeva finalmente alla sentenza della Corte di giustizia europea oltre ad una pressante richiesta da parte di tanti cittadini -:
quali siano i motivi che impediscono la promulgazione della norma già elaborata e licenziata dalla precedente commissione dei Sei.

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