Archivio di January 2008

Gruppi linguistici (convenzionali) vs. madrelingua

di enrico - 27 January 2008
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Alexander Langer

Lo Statuto di autonomia per il Trentino Alto Adige è costruito sul principio della distribuzione proporzionale delle risorse tra i gruppi linguistici, un principio che presuppone in ogni caso il conteggio nominativo delle persone in relazione ai gruppi linguistici.
Tutto cio’ non impedisce che i “gruppi linguistici” definiti dallo Statuto di autonomia, presentino caratteri di convenzionalità. Infatti, la ricognizione degli appartenenti ai diversi gruppi non è definitiva, ma viene aggiornata ogni dieci anni, indipendentemente dalle dichiarazioni precedenti.
E stato inoltre introdotto il concetto di “aggregazione” per consentire ai plurilingue e la tutte le persone di lingua diversa da quelle ufficialmente codificate, di aderire “convenzionalmente” ad un gruppo linguistico.
Infine, la norma che la SVp ha annunciato di avere allo studio allo scopo di prevedere una dichiarazione ad hoc per le candidature alle elezioni (norma elettorale) marca il carattere “convenzionale” dei gruppi linguistici.

Il convenzionalismo introdotto, paradossalmente cerca di salvare l’idea che l’appartenenza linguistica sia un dato oggettivo piuttosto che una questione personale e soggettiva. E’ comunque orientato a mantenere il sistema della distribuzione proporzionale delle risorse in Alto Adige.

Un passo importante nella direzione opposta - e cioè verso la personalizzazione del concetto di appartenenza linguistica - è stato compiuto negli anni ‘80 da Alexander Langer anche attraverso un ricorso in Consiglio di Stato.

Langer era stato escluso dall’insegnamento in provincia di Bolzano proprio perchè non non aveva dichiarato l’appartenenza linguistica al censimento 1981.
Al tempo per insegnare o per trasferirsi a Bolzano da scuole di altra provincia era richiesta proprio la dichiarazione di appartenenza linguistica resa al censimento, che doveva essere corrispondente alla lingua di insegnamento della scuola prescelta. Langer pero’ si accorse che l’articolo 19 dello Satuto di autonomia, diceva diversamente e precisamente:

“Nella provincia di Bolzano l’insegnamento nelle scuole materne, elementari e secondarie è impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna.”

Pertanto, argomento’, il concetto di riferimento nella scuola non è il gruppo linguistico, cosi’ come dichiarato al censimento (elemento oggettivo/convenzionale), ma la lingua materna dell’insegnante (elemento personale e soggettivo).

La sentenza a suo favore ha cambiato dagli anni 80 l’intera procedura di assunzione degli insegnanti di Bolzano: oggi essi dichiarano semplicemente con proprio atto notorio la propria “madrelingua”, avendo come metro solamente se stessi e questo indipendentemente dalle loro precedenti decisioni in sede di censimento.
Il passaggio dal concetto di “gruppo linguistico” a quello di “madrelingua”, scovato nelle pieghe dello Statuto di autonomia, è stato un contributo importante nella direzione della personalizzazione della appartenenza linguistica, per Langer avrebbe dovuto essere soprattutto un contributo allo smantellamento di quelle lui chiamava “gabbie etniche”, cioè dell’idea di gruppo linguistico come dato oggettivo (oggi sempre piu’ convenzionalmente assunto come dato oggettivo).

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Gruppi linguistici

di enrico - 25 January 2008
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Elena Artioli

Qualche settimana fa Elena Artioli, consigliere comunale di Bolzano eletta nelle liste della SVP, ha appreso dal suo partito di non potersi candidare alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, perchè in occasione del censimento si era dichiarata italiana. E soltanto un candidato appartenente al gruppo tedesco puo’ trovare posto nelle liste elettorali provinciali SVP, anche per motivi legati al calcolo della proporzionale nell’ impiego pubblico. Elena Artioli ha prontamente replicato di essere “mistilingue” e quindi di sentirsi tanto italiana (come è suo padre) quanto tedesca (come è sua madre). Quindi per lei non sarebbe stato un problema modificare la dichiarazione di appartenenza linguistica da italiana a tedesca, se questo era richiesto. Il partito prontamente ha messo allo studio una proposta di modifica della legge elettorale per consentire il cambio di dichiarazione.

Ne è nato un dibattito, tuttora in corso, tra favorevoli e contrari. Rilevante un faccia a faccia televisivo che ha contrapposto Elena Artioli a Franz Pahl, anche lui esponente della SVP. Da questo “Pro und Contra” possono essere tratti spunti di riflessione, per esempio si comprende con chiarezza quanto il sistema Alto Adige ha bisogno dei suoi “gruppi linguistici” per definirsi, a costo di tenerli in piedi convenzionalmente.

Il modello autonomistico dell’ Alto Adige, infatti, è stato costruito prevedendo la distribuzione delle risorse proprio in relazione alla consistenza dei gruppi linguistici. Cosi’ l’accesso al pubblico impiego ha quote riservate ai singoli gruppi e lo stesso vale per le agevolazioni in materia di edilizia abitativa, per i contributi finanziari dell’ente pubblico e via dicendo. Il concetto di “gruppo linguistico” gioca quindi un ruolo centrale. Senza una chiara determinazione di quali sono i gruppi linguistici sul territorio e di quante e quali sono le persone appartenenti ai singoli gruppi il modello autonomistico di Bolzano non sembra funzionare.

L’idea che l’intera realtà sociale debba essere letta sempre secondo il metro dei gruppi linguistici si e’ di conseguenza radicata in Alto Adige tanto da aver reso i gruppi linguistici una sorta di realtà oggettiva, un oggetto sociale considerato naturalmente dato e in qualche modo fisicamente connotato.
Anche gli oppositori storci del modello sottolineavano in passsato questa fisicità usanto il termine negativo “gabbie etniche”, parola che in piu’ aggiunge l’idea di arbitrarietà e di costrizione.

Il problema evidenziato dagli oppositori e’ che soltanto i gruppi linguistici esplicitamente previsti e descritti nello Statuto dell’ Alto Adige hanno rilevanza mentre le posizioni intermedie, come quella rappresentata da Elena Artioli al di fuori o al di sopra dei gruppi linguistici, sono negate. Il gruppo dei mistilingue (e anche questo si desume dal Pro und Contra Artioli/Pahl) non ha status a Bolzano, almeno non nel senso proprio dei gruppi italiano, tedesco e ladino.

In ogni caso, il salto da un gruppo all’altro ipotizzato per la ”mistilingue” Artioli dal suo partito è una strategia che cerca di salvare il modello Alto Adige ma lo fa al prezzo di rendere piu’ “convenzionali” e meno “reali” i gruppi linguistici. Una finzione giuridica per salvare una classificazione del mondo che probabilemente ha sempre meno a che fare con la realtà.

Elena Artioli, al di là del suo impegno in politica ha comunque aperto un club online per l’Alto Adige plurilingue che ha chiamato Supertoll. Sul sito è possibile visionare la registrazione del suo “Pro und Contra” con Franz Pahl.

Altri interventi rilevanti nei su Elena Artioli:

segnavia.wordpress.com
www.claudiodegasperi.net
www.stol.it
www.altoadige.it

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Lezioni in italiano, tedesco e ladino

di enrico - 17 January 2008
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L’ufficio Stampa della Provinci autonoma di Bolzano ha pubblicato un breve resoconto dei lavori dell’assemblea della Consulta provinciale degli studenti di lingua tedesca, tenutasi nei giorni scorsi presso il Liceo Scientifico di lingua tedesca di Bolzano e alla quale ha preso parte una quarantina di delegati.
Il comunicato stampa è consultabile qui.

Uno spazio di approfondimento i ragazzi lo hanno voluto dedicare al modello dell’immersione linguistica, presentato con una relazione
dell’ispettore dell’Intendenza scolastica italiana, Walter Cristofoletti.

L'ispettore per il tedesco seconda lingua Walter Cristofoletti
Walter Cristofoletti

A tale proposito la Consulta degli studenti si è espressa a favore dell’intensificazione delle lezioni nelle due principali lingue provinciali ed ha criticato il fatto che nelle scuole di lingua italiana e tedesca non vengano tenute lezioni di lingua ladina, proponendo senz’altro l’istituzione di ore di lezione facoltative di lingua ladina da tenersi nelle ore pomeridiane.

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Integration of the Majority Population

di enrico - 8 January 2008
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Il Presidente della FUEV, Hans Heinrich Hansen, accompagnato dalla vicepresidente Martha Stocker, ha incontrato a Bolzano il 7 gennaio 2008 il presidente della Provincia Luis Durnwalder e si è informato della situazione locale della minoranza tedesca e di quella ladina, in maniera particolare per ciò che riguarda la tutela dell’uso della propria madrelingua (Vedi comunicato stampa della Provincia).

L'incontro fra Hansen e Durnwalder (foto Ufficio Stampa provinci adi Bolzano)
L’incontro fra Hansen e Durnwalder

La Fuev (in Ingese Fuen: Federal Union of European Nationalities) è una organizzazione che così descrive i propri obiettivi nel proprio Statuto :

The object of the FUEN is to preserve national and regional characteristics, languages, cultures and the rights of ethnic groups as a whole and their members in particular, and also to create an internationally recognised code of rights of these ethnic groups.

Nonostante in passato si siano registrate critiche anche feroci nei confronti di questa organizzazione ( si veda per esempio: Zendron e la Interrogazione 5764/97 in Consiglio Provinciale a Bolzano, la Regione Trentino Alto Adige sostiene anche finanziariamente la Fuev con una quota di 30.000 Euro all’anno (vedi la relativa delibera del 2006).

Sfogliando la documentazione in rete, ho comunque trovato un testo decisamente interessante dal titolo: The Right to Education for the Autochthonous, National Minorities in Europe. Si tratta di una serie di punti discussi e poi approvati al termine del 52esimo congresso annuale Fuen, che si è tenuto a Tallin, in Estonia, dal 16 al 20 maggio 2007. Riporto il paragrafo secondo me più rilevante:

INTEGRATION OF THE MAJORITY POPULATION

To comply with one of the education objectives from the legal documents – stimulating tolerance, dialogue and understanding – it is necessary in the education systems not only to teach knowledge about the culture, language, history, religion and traditions
amongst the minority, but also amongst the majority population. The application of the right to education thus includes both the minority as well as the majority population.

1. The education system of a state must teach knowledge about the minorities that live in this state also to the majority population, in particular through the subjects of history, economics/politics, art, music and literature.

2. E Education systems must comply with the requirements of the society of today. The intercultural perspective in the curricula is required to create interaction between persons belonging to minority and majority and to stimulate the development of the own identity and to ensure understanding for other identities.

3. The learning of the minority language by the majority population living in the area of settlement of a minority must be aimed at, so that the majority also can use the advantages of early bi- and multilingualism.

4. A condition for this is an appropriate language policy, which encourages to learn the minority language.

In definitiva, ci dice la Fuen, la tutela delle minoranze in Europa passa anche attraverso azioni di integrazione linguistica delle maggioranze, attraverso l’adozione di una prospettiva multiculturale, lo sviluppo del bi-multilinguismo precoce e la messa a punto di adeguate politiche linguistiche.

Tutte cose che in Sudtirolo sembrano essere tiepidamente considerate, se non a volte addirittura ostacolate. Peraltro a Bolzano manca del tutto l’idea che il multilinguismo possa essere sostenuto attraverso l’adozione di strategie linguistiche consapevoli, definite sul piano della progettazione politica. Molto, dice spesso lo stesso Durnwalder, dipende dalla buona volontà dei cittadini, mostrando così un chiaro atteggiamento prepolitico su tale argomento.

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Bilinguismo utilitaristico

di enrico - 6 January 2008
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Ivo Carli - Immagine tratta dal sito Ufficiale dei Verdi dell'Alto Adige
Ivo Carli

Trovo sul sito dei Verdi dell’Alto Adige una presa di posizione ormai “storica” della Cooperativa AlphaBeta, di Merano, su Bilinguismo e Immersione linguistica.
“Storica” perchè il documento risale al 1999, precisamente al 21 di dicembre, solstizio di inverno (incidentalmente, il giorno dove il sole è piu’ basso all’orizzonte).

Al tempo in molti mi avevano detto che i maggiori paletti, le piu’ significative azioni di ostacolo alla creazione delle scuole ad immersione in Europa provenivano proprio dalle agenzie di educazione linguistica e argomentavano partendo dal semplice assunto che se fosse la scuola a garantire la conoscenza delle lingue, allora le agenzie avrebbero ben poco margine di intervento. Non so se oggi le cose stiano ancora cosi’ ma il documento di AlphaBeta del dicembre 1999 è emblematico e sembra dare ragione a questi critici delle agenzie.
Poi, come mai un documento di AlphaBeta stia sul sito dei Verdi di Bolzano, non è spiegato. Una ipotesi è nella persona di Ivo Carli, presidente della cooperativa Alpha Beta e al tempo collaboratore del gruppo consiliare Verde a Bolzano.

Ecco alcuni punti salienti del documento, peraltro consultabile integralmente cliccando qui.

3. Il bilinguismo che si è affermato in Sudtirolo negli ultimi anni corrisponde ad un modello strumentale ed utilitaristico, funzionale ad un mondo che resta separato in due società che vivono l’una accanto all’altra, che curano innanzi tutto ciascuna la propria identità e che entrano in relazione (linguistica) con l’altro soprattutto a fini pratici, economici, utilitaristici, strumentali.4. E’ un modello di Società-Bancomat in due sensi: da una parte, scelta la propria lingua, si può andare avanti ignorando completamente gli altri; dall’altra, quello che interessa ottenere alla fine del processo è il risultato economico, l’appropriazione di qualche sussidio-privilegio-vantaggio come unico fine dell’eventuale relazione. Si usa dunque, quando si usa, una seconda lingua standard, depurata di rapporti amichevoli e di curiosità culturali, un italiano buono per leggere i listini del Sole 24ore, un tedesco buono per frugare tra le occasioni offerte dalla Wirtschaftszeitung.

7. L’insegnamento ad immersione linguistica rappresenta il lato migliore, ma anche quello più compiutamente coerente, di questo tipo di bilinguismo strumentale: un apprendimento dove la presenza dell’altro è solo simulata in una situazione comunicativa standard, dove viene sottolineata l’esigenza di apprendere al meglio la lingua alta, depurata il più possibile da influssi dialettali. Nell’immersione, insomma, si apprende il tedesco senza il sudtirolese – e senza i sudtirolesi. L’idea di creare sezioni tedesche nella scuola italiana o viceversa, mentre prende atto del problema, rappresenta l’ultimo tentativo di risolvere costruendo un altro ghetto e evitando il contatto e la contaminazione.

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