Dichiarazioni programmatiche a confronto

di enrico - 10 January 2009
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E’ comparso finalmente in rete il programma di coalizione per la XIV legislatura della nuova Giunta provinciale di Bolzano.

Tento subito un primo sommario confronto con il precedente programma per quanto riguarda le politiche linguistiche, evidenziando in rosso i copia/incolla e in verde i concetti simili espressi in forma leggermente diversa.

Il documento di raffronto si trova in questo file pdf.

In estrema sintesi il mio primo giudizio è questo: uso prevalente del copia incolla (=continuiamo con l’andazzo di prima); molti omissis; alcune precisazioni restrittive; due elementi nuovi: le politiche degli spazi scolastici e il riferimento a modelli innovativi.
Con l’occasione ho aperto  su Facebook  il gruppo Discutiamo le politiche linguistiche della provincia di Bolzano

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Disallineamenti

di enrico - 16 August 2008
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Confronto fra dati del censimento 2001 e iscrizioni alle scuole elementari

Il grafico ad anelli confronta la composizione per gruppo linguistico della popolazione dell’Alto Adige (anello esterno) con i dati sulle iscrizioni alle scuole elementari dei diversi gruppi linguistici (anello interno). Come si vede la situazione non è allineata, nel senso che le iscrizioni alle scuole italiane sono molto meno di quanto ci si aspetterebbe fossero.

Fatti due conti in termini percentuali, la differenza fra 26 e 20 equivale all’incirca alla differenza fra 100 e 77. Cio’ significa che circa il 23 per cento degli studenti di famiglia italiana non frequenta le scuole elementari italiane dell’Alto Adige.

Il confronto naturalmente non puo’ essere rigoroso, perchè compara la suddivisione per gruppo linguistico di tutta la popolazione dell’Alto Adige del 2001 (prescindendo dai dati per fascia di età non disponibili) con gli iscritti alle elementari del 2006/2007. In ogni caso i link per prendere visione dei dati completi e non arrotondati sono questi:

http://www.provinz.bz.it/astat/download/JB07_K5-pdf.pdf
http://www.provincia.bz.it/astat/download/mit17_02.pdf

Il fatto che probabilmente il 23 per cento, quasi un quarto del target di riferimento, scelga un’ altra scuola è segno che qualcosa non funziona. Forse anche la scarsa efficacia sul piano del bilinguismo è una delle ragioni che inducono i genitori italiani a scegliere direttamente una scuola diversa.

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Gruppi linguistici (convenzionali) vs. madrelingua

di enrico - 27 January 2008
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Alexander Langer

Lo Statuto di autonomia per il Trentino Alto Adige è costruito sul principio della distribuzione proporzionale delle risorse tra i gruppi linguistici, un principio che presuppone in ogni caso il conteggio nominativo delle persone in relazione ai gruppi linguistici.
Tutto cio’ non impedisce che i “gruppi linguistici” definiti dallo Statuto di autonomia, presentino caratteri di convenzionalità. Infatti, la ricognizione degli appartenenti ai diversi gruppi non è definitiva, ma viene aggiornata ogni dieci anni, indipendentemente dalle dichiarazioni precedenti.
E stato inoltre introdotto il concetto di “aggregazione” per consentire ai plurilingue e la tutte le persone di lingua diversa da quelle ufficialmente codificate, di aderire “convenzionalmente” ad un gruppo linguistico.
Infine, la norma che la SVp ha annunciato di avere allo studio allo scopo di prevedere una dichiarazione ad hoc per le candidature alle elezioni (norma elettorale) marca il carattere “convenzionale” dei gruppi linguistici.

Il convenzionalismo introdotto, paradossalmente cerca di salvare l’idea che l’appartenenza linguistica sia un dato oggettivo piuttosto che una questione personale e soggettiva. E’ comunque orientato a mantenere il sistema della distribuzione proporzionale delle risorse in Alto Adige.

Un passo importante nella direzione opposta - e cioè verso la personalizzazione del concetto di appartenenza linguistica - è stato compiuto negli anni ‘80 da Alexander Langer anche attraverso un ricorso in Consiglio di Stato.

Langer era stato escluso dall’insegnamento in provincia di Bolzano proprio perchè non non aveva dichiarato l’appartenenza linguistica al censimento 1981.
Al tempo per insegnare o per trasferirsi a Bolzano da scuole di altra provincia era richiesta proprio la dichiarazione di appartenenza linguistica resa al censimento, che doveva essere corrispondente alla lingua di insegnamento della scuola prescelta. Langer pero’ si accorse che l’articolo 19 dello Satuto di autonomia, diceva diversamente e precisamente:

“Nella provincia di Bolzano l’insegnamento nelle scuole materne, elementari e secondarie è impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna.”

Pertanto, argomento’, il concetto di riferimento nella scuola non è il gruppo linguistico, cosi’ come dichiarato al censimento (elemento oggettivo/convenzionale), ma la lingua materna dell’insegnante (elemento personale e soggettivo).

La sentenza a suo favore ha cambiato dagli anni 80 l’intera procedura di assunzione degli insegnanti di Bolzano: oggi essi dichiarano semplicemente con proprio atto notorio la propria “madrelingua”, avendo come metro solamente se stessi e questo indipendentemente dalle loro precedenti decisioni in sede di censimento.
Il passaggio dal concetto di “gruppo linguistico” a quello di “madrelingua”, scovato nelle pieghe dello Statuto di autonomia, è stato un contributo importante nella direzione della personalizzazione della appartenenza linguistica, per Langer avrebbe dovuto essere soprattutto un contributo allo smantellamento di quelle lui chiamava “gabbie etniche”, cioè dell’idea di gruppo linguistico come dato oggettivo (oggi sempre piu’ convenzionalmente assunto come dato oggettivo).

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Gruppi linguistici

di enrico - 25 January 2008
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Elena Artioli

Qualche settimana fa Elena Artioli, consigliere comunale di Bolzano eletta nelle liste della SVP, ha appreso dal suo partito di non potersi candidare alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, perchè in occasione del censimento si era dichiarata italiana. E soltanto un candidato appartenente al gruppo tedesco puo’ trovare posto nelle liste elettorali provinciali SVP, anche per motivi legati al calcolo della proporzionale nell’ impiego pubblico. Elena Artioli ha prontamente replicato di essere “mistilingue” e quindi di sentirsi tanto italiana (come è suo padre) quanto tedesca (come è sua madre). Quindi per lei non sarebbe stato un problema modificare la dichiarazione di appartenenza linguistica da italiana a tedesca, se questo era richiesto. Il partito prontamente ha messo allo studio una proposta di modifica della legge elettorale per consentire il cambio di dichiarazione.

Ne è nato un dibattito, tuttora in corso, tra favorevoli e contrari. Rilevante un faccia a faccia televisivo che ha contrapposto Elena Artioli a Franz Pahl, anche lui esponente della SVP. Da questo “Pro und Contra” possono essere tratti spunti di riflessione, per esempio si comprende con chiarezza quanto il sistema Alto Adige ha bisogno dei suoi “gruppi linguistici” per definirsi, a costo di tenerli in piedi convenzionalmente.

Il modello autonomistico dell’ Alto Adige, infatti, è stato costruito prevedendo la distribuzione delle risorse proprio in relazione alla consistenza dei gruppi linguistici. Cosi’ l’accesso al pubblico impiego ha quote riservate ai singoli gruppi e lo stesso vale per le agevolazioni in materia di edilizia abitativa, per i contributi finanziari dell’ente pubblico e via dicendo. Il concetto di “gruppo linguistico” gioca quindi un ruolo centrale. Senza una chiara determinazione di quali sono i gruppi linguistici sul territorio e di quante e quali sono le persone appartenenti ai singoli gruppi il modello autonomistico di Bolzano non sembra funzionare.

L’idea che l’intera realtà sociale debba essere letta sempre secondo il metro dei gruppi linguistici si e’ di conseguenza radicata in Alto Adige tanto da aver reso i gruppi linguistici una sorta di realtà oggettiva, un oggetto sociale considerato naturalmente dato e in qualche modo fisicamente connotato.
Anche gli oppositori storci del modello sottolineavano in passsato questa fisicità usanto il termine negativo “gabbie etniche”, parola che in piu’ aggiunge l’idea di arbitrarietà e di costrizione.

Il problema evidenziato dagli oppositori e’ che soltanto i gruppi linguistici esplicitamente previsti e descritti nello Statuto dell’ Alto Adige hanno rilevanza mentre le posizioni intermedie, come quella rappresentata da Elena Artioli al di fuori o al di sopra dei gruppi linguistici, sono negate. Il gruppo dei mistilingue (e anche questo si desume dal Pro und Contra Artioli/Pahl) non ha status a Bolzano, almeno non nel senso proprio dei gruppi italiano, tedesco e ladino.

In ogni caso, il salto da un gruppo all’altro ipotizzato per la ”mistilingue” Artioli dal suo partito è una strategia che cerca di salvare il modello Alto Adige ma lo fa al prezzo di rendere piu’ “convenzionali” e meno “reali” i gruppi linguistici. Una finzione giuridica per salvare una classificazione del mondo che probabilemente ha sempre meno a che fare con la realtà.

Elena Artioli, al di là del suo impegno in politica ha comunque aperto un club online per l’Alto Adige plurilingue che ha chiamato Supertoll. Sul sito è possibile visionare la registrazione del suo “Pro und Contra” con Franz Pahl.

Altri interventi rilevanti nei su Elena Artioli:

segnavia.wordpress.com
www.claudiodegasperi.net
www.stol.it
www.altoadige.it

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