Certificazioni linguistiche a Bolzano: percorsi di studio

di enrico - 29 Giugno 2010
tags interni:,

Sul sito della provincia autonoma di Bolzano sono comparse oggi alcune pagine dettagliate di spiegazione di come funzionerà la nuova norma di attuazione sulle certificazioni linguistiche in Alto Adige.

Una delle novità è la possibilità di ottenere un attestato di bilinguismo di livello A (il massimo) senza ulteriori esami di accertamento linguistico:

Spiega il Servizio per gli esami di bi- e trilinguismo della provincia:

“Un’alternativa all’esame tradizionale per il cosiddetto “patentino A” è data dalla combinazione tra il diploma di maturità conseguito in una lingua e la laurea conseguita nell’altra. A chi ad esempio è in possesso del diploma di scuola superiore in lingua italiana e ha completato gli studi universitari in lingua tedesca può essere rilasciato l’attestato di bilinguismo della carriera A. La condizione necessaria è che lo studio universitario sia stato svolto prevalentemente in lingua tedesca. Questo significa tra l’altro che il titolo conseguito dopo lo studio trilingue alla Libera Università di Bolzano o lo studio bilingue alla Scuola superiore di sanità “Claudiana” non viene riconosciuto equipollente all’attestato di bilinguismo in quanto manca il requisito di prevalenza di una delle due lingue, italiana o tedesca.”

Certificazione semplificata per chi ha frequentato le scuole fino alla maturità in italiano e l’univeristà in tedesco e vice versa, male però per chì ha frequentato l’università di Bolzano o Istituti universitari plurilingui, perchè quei percorsi accademici non vengono per nulla presi in considerazione ai fini dell’ esonero dell’ accertamento linguistico.

Peggio ancora per i diplomi di maturità conseguiti nelle scuole delle località ladine della provincia di Bolzano. Si tratta di scuole in cui l’insegnamento è impartito su base paritetica di orario sia in italiano che in tedesco, ma la nuova norma non le prende in considerazione.
La nuova norma, insomma, aborrisce qualsiasi forma di istruzione plurilingue, sia essa universitaria che preuniversitaria. L’università trilingue di Bolzano e la scuola paritetica delle località ladine sono, a detta di tutti, i fiori all’occhiello del sistema di istruzione di Bolzano, ma i certificatori delle competenze linguistiche dovranno comportarsi come se queste istituzioni non esistessero.

tags esterni:,

Le certificazioni linguistiche in Consiglio dei Ministri

di enrico - 23 Aprile 2010
tags interni:, , ,

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi    Il Ministro per i rapporti con le Regioni Fitto    Luisanna Fiorini, l'insegnante che si è rivolta alla Commissione Europea

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con un proprio comunicato stampa, ha informato che il Consiglio dei Ministri nella seduta n. 90 del 23/4/2010 ha “esaminato a approvato la norma di attuazione dello Statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige, predisposta dall’apposita Commissione paritetica, finalizzata a prevedere, per l’accesso al pubblico impiego, l’equipollenza dei certificati che attestano la conoscenza delle lingue italiana e tedesca al cosiddetto “patentino” rilasciato nella Provincia autonoma di Bolzano. Ha partecipato alla discussione il Presidente della stessa Provincia dottor Luis Durnwalder, appositamente invitato.”

Ne prende atto con soddisfazione, in un apposito comunicato, anche il Ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, che ripercorre brevemente le tappe della vicenda:

“L’intervento normativo si è reso necessario anche a seguito di una sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha giudicato contrario all’art. 39 del Trattato CE l’obbligo attualmente previsto, per i candidati che partecipano ad un concorso pubblico in Provincia di Bolzano, di comprovare la loro conoscenza delle lingue italiana e tedesca esclusivamente mediante l’attestato rilasciato da una Commissione istituita in una sola provincia di uno Stato membro.
Sulla questione, pende, inoltre, una procedura di infrazione promossa dalla Commissione Europea per il mancato allineamento dell’ordinamento provinciale all’ordinamento comunitario che ha individuato, nel Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, i livelli di conoscenza delle lingue e gli enti e i certificati che le attestano.
Il provvedimento è il frutto del lavoro della Commissione paritetica per l’emanazione delle norme di attuazione per il Trentino-Alto Adige, formata da rappresentanti del Governo, della Regione e della Provincia autonoma, con il contributo delle Amministrazioni statali interessate, nell’ambito del particolare procedimento che caratterizza l’emanazione delle norme di attuazione degli Statuti speciali.”

La procedura di infrazione era stata promossa dalla Commissione Europea a partire dalla segnalazione di Luisanna Fiorini, che, al termine di un lungo soggiorno in Germania, aveva conseguito la certificazione linguistica C1 per la conoscenza del tedesco, senza che tale certificazione fosse presa in considerazione in Alto Adige.

Il testo della norma di attuazione non è disponibile sul sito del governo. Probabilmente sarà possibile esaminarlo integralmente solo dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Un approfondimento è disponibile su questo stesso blog al post n. 76

***********************************
Link:

Cumunicato Ufficio stampa della Provincia di Bolzano

Comunicato Vicepresidente della Provincia di Bolzano

Quotidiano Alto Adige

Francesco Palermo

La norma in Commisssione dei 6 (dicembre 2009)

Francesco Palermo nel report su Sentierinterrotti

Comunicato ASCA

ADNkronos

tags esterni:, , ,

ViolAzioni

di enrico - 29 Novembre 2009
tags interni:, , , , ,

Un ottimo commento quello di Romano Viola nella sua rubrica ViolAzioni sul quotidiano Alto Adige di oggi. Il titolo del commento è: La catastrofe del tedesco e nessun si muove.

Viola parte dalle prese di posizione dei politici di Bolzano sui risultati della ricerca Kolipsi dell’Eurac. Nonostante l’evidenza dello scarso livello di conoscenza della seconda lingua fra gli studenti del quarto anno delle scuole superiori i politici a suo avviso hanno reagito con dichiarazioni generiche ed estemporanee, cosi’ come farebbe un osservatore esterno, non toccato direttamente dal problema..

“Eppure, afferma Viola, i politici avrebbero avuto molti elementi su cui riflettere” e propone due esempi: “Da destra e da sinistra si è proposto per anni di riconoscere automaticamente il patentino di tipo B a tutti gli studenti che superano gli esami di maturità. La ricerca dell’Eurac -continua l’ex Assessore provinciale - dimostra ora tutta la superficialità e la demagogia della richiesta: non più del trenta per cento degli studenti (di lingua italiana e tedesca) riesce a superare un test che riproduce la prova scritta del patentino B” e “nessun politico si è sentito in dovere di riconoscere di aver fatto per anni una proposta indecente“.

“La ricerca dell’Eurac - continua Viola - ha rivelato inoltre che solo il cinque per cento degli studenti italiani (contro il 67 per cento dei tedeschi) usa la seconda lingua negli incontri con i coetanei dell’altro gruppo. Anche se non imprevedibile, questo dato è davvero impressionante. Mostra che per quasi tutti gli studenti italiani la lingua tedesca è poco più che una lingua morta. Serve a scuola per rispondere alle domande dell’insegnante di tedesco. Serve per superare l’odiato patentino. Ma non serve nella vita: nemmeno per parlare con i ragazzi tedeschi della stessa età!”

“Di fronte a tale catastrofe - conclude Viola - non si dovrebbero suonare le campane a martello?”

Cosi’ Viola lancia la sua proposta: “Non dovrebbe la Giunta provinciale chiudersi in clausura (coi telefonini spenti) per un mese intero, assieme ai migliori specialisti del mondo, per trovare rimedi? E non dovrebbe mobilitarsi anche tutta la società civile: scuola, sindacati, imprenditori, parrocchie, associazionismo culturale e sportivo? Schützen, Bauernbund, pompieri volontari e gruppi femministi compresi?”

Una richiesta di corresponsabilità a tutti i livelli quella di Romano Viola, che nessuno dovrebbe sottovalutare. Romano Viola, per sua storia personale e per il suo impegno costante su questo tema è sicuramente un osservatore privilegiato, una persona da ascoltare con grande attenzione, dunque, nel campo del plurilinguismo.

tags esterni:, , , , ,

Kolipsi

di enrico - 26 Novembre 2009
tags interni:, , , , , ,

Kolipsi

Queste due grandi tabelle grafiche, che sembrano assomigliarsi  (ma in realtà sono abissalmente distanti l’una dall’altra) sono state illustrate all’EURAC  in occasione della presentazione dei risultati della ricerca KOLIPSI, Gli studenti altoatesini e la seconda lingua: indagine linguistica e psicosociale“.
Si tratta di una indagine di tutto rilievo che, come sottolineato dal presidente EURAC  Werner Stuflesser, ” fornisce alla Provincia informazioni utili per una politica delle lingue innovativa e orientata al futuro ”. Condotta su un campione di 1200 studenti del quarto anno di scuola superiore equamente distribuiti tra scuole italiane e tedesche, la ricerca, nella sua parte condotta con una analisi di tipo linguistico, ha classificato le competenze nella seconda lingua secondo i criteri del quadro comune di riferimento europeo per le lingue (ecco qui la descrizione della scala delle competenze comuni).

I grafici si riferiscono appunto ai risultati delle prove scritte somministrate ai 1200 studenti e ci danno una informazione neutrale rispetto alle forme di accertmento linguistico che risentono del contesto locale (quali i certificati di patentino di bilinguismo).

La grande differenza, evidenziata dai grafici, fra gli studenti delle scuole italiane e gli studenti delle scuole tedesche nella conoscenza della rispettiva seconda lingua tedesca e italiana sta nel fatto che il livello di bilinguismo degli studenti tedeschi è B1/B2, mentre per gli studenti italiani il livello è nettamente piu’ arretrato a A2/B1.

La seconda parte, quella di tipo sociolinguistico della ricerca, ci fornisce poi un altro dato importante che documenta l’uso prevalente delle lingue nei gruppi e nell’ intragruppo:

  • nei gruppi misti italiani e tedeschi si usa prevalentemente la lingua italiana;
  • nei grupi omogenei italiani si usa prevalentamente la lingua italiana;
  • nei gruppi omogenei tedeschi si usa prevalentemente il dialetto sudtirolese.

Quello che sembra mancare quindi è un contesto d’uso del tedesco standard, rispetto al quale comunque gli studenti italiani hanno competenze linguistiche non adeguate. “I risultati sottolineano come per molti studenti, soprattutto di lingua italiana (28%), la partecipazione attiva alla quotidianità altoatesina nella seconda lingua sia resa difficoltosa da una competenza linguistica ancora di livello elementare“, ha chiarito la ricercatrice Andrea Abel.
In realtà il livello di competenza comune capace di attivare di una buona comunicazione nella vita di tutti i giorni tra ragazzi italiani e tedeschi è il B2, e questo livello è molto basso proprio fra gli studenti italiani.

Le politiche che puntano sull’apprendimento linguistico  fuori dalla scuola sono dunque avvisate: senza un certo livello comune di competenza i ragazzi probabilmente non riusciranno a parlarsi proprio fuori dalla scuola. Questo livello di competenza di base (B1/B2), che gli studenti tedeschi già possiedono, la scuola dovrebbe darlo anche agli studenti italiani che oggi sono attestati al piu’ basso livello A2/B1. Pensare che la scuola non possa fare piu’ di quello che già fa per gli studenti italiani sembra un po’ giocare al ribasso.

La ricerca Kolipsi nel suo complesso ha evidenziato con una certa chiarezza che una delle questioni  centrali è il contesto d’uso delle lingue. Possiamo ipotizzare che  per gli studenti italiani la scuola potrebbe essere un grande contesto d’uso del tedesco, se si pianificasse una didattica ad immersione linguistica in cui una grande parte delle materie fosse trattate direttamente nella seconda lingua (che è difficile usare fuori) e se questo fosse fatto fin dai primi anni di scuola. Una scuola del genere potrebbe portare studenti italiani e tedeschi a pari livello.

tags esterni:, , , , , ,

Infrazione Patentino

di enrico - 1 Ottobre 2009
tags interni:,

Il Senatore Giacomo Santini

Giacomo Santini, sul suo sito web fa il punto sulla procedura di infrazione attivata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato adeguamento della normativa sulle certificazioni linguistiche previste in provincia di Bolzano alle norme europee sulla libera circolazione dei lavoratori.

Santini ci informa che la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia è stata promossa su proposta del Commissario per l’Occupazione e gli Affari Sociali, Vladimir Spidla e la lettera di messa in mora data al 1° ottobre 2009.

Alla base della contestazione, spiega Santini,  sta una discriminazione indiretta, vietata dall’articolo 39 del Trattato Europeo e dal regolamento 1612/68, che Santini stesso, nel corso dei suoi mandati al Parlamento Europeo, aveva raccolto e segnalato nelle sedi opportune. Si tratta, continua Santini, di perplessità di chi sosteneva che il patentino fosse in contrasto con le regole basilari delle pari opportunità, della non discriminazione e della libera circolazione dei lavoratori.

Ecco il link alla sintesi del documento della Commissione di Bruxelles, espressa in ogni caso nel linguaggio della burocrazia europea, che Santini affida all’interpretazione dei lettori. Un grazie a Santini per il suo impegno su questo tema.

tags esterni:,

Una decisione poco europea

di enrico - 9 Settembre 2009
tags interni:,

Franco Frattini

La notizia di fine agosto dell’apertura della procedura di infrazione da parte della Commissione Europea nei confronti dell’Italia, per il mancato adeguamento della legislazione nazionale a quanto previsto da una sentenza della Corte di Giustizia Europea - e cioè che l’accertamento delle competenze linguistiche non puo’ essere realizzato con un solo esame locale, ma deve aprirsi alle certificazioni internazionali - è rimbalzata con grande evidenza sui quotidiani locali dell’Alto Adige (qui si puo’ visualizzare la prima pagina del quotidiano Alto Adige del 31 agosto 2009).

Con una procedura di infrazione aperta sulle spalle il Ministro per i rapporti con le regioni Fitto, non ha dunque esitato a mettere all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi (n. 61) l’approvazione di un decreto legislativo: Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige sull’equipollenza degli attestati di conoscenza delle lingue italiana e tedesca, nel testo predisposto dalla Commissione consultiva paritetica (detta Commissione dei SEI) al termine della precedente legislatura.

Ci si aspettava dunque una adesione serena del governo italiano alle richieste della Commissione Europea, che aveva in mente la libera circolazione dei lavoratori dentro la Comunità.

Ma in Consiglio dei Ministri, Frattini, posto in modo forse inaspettato di fronte a quel testo, ha ottenuto il rinvio della trattazione della norma dopo un riesame del testo da parte della nuova Commisssione dei SEI.  La norma caldeggiata da Fitto, comunque, a Bolzano ha un avversario di rilievo, Urzi’.

Alessandro Urzi’ spera di ottenere, per atto di governo, una sorta di “sconto” sul bilinguismo. Egli ha in mente da tempo il riconoscimento automatico del patentino di bilinguismo per tutti coloro che conseguano la  maturità in provincia, anche se oggi la scuola altoatesina non garantisce, a detta dei piu’, l’effettivo bilinguismo dei neodiplomati. Questo per carenze interne alle scuole ma anche per mancanza di sostegno politico adeguato ai progetti scolastici di potenziamento linguistico.

Rendere bilingui i cittadini per decreto è un sogno e stupisce che lo si preferisca al bilinguismo reale. In materia di bilinguismo serve individuare certificazioni di qualità, non proporre o immaginare certificazioni fittizie. Ne va anche della serietà dell’Italia sul piano internazionale.

Di seguito un link a un mio altro post sul tema dello “sconto sul bilinguismo” che in politca alcuni ancora si ostinano a chiedere.

tags esterni:,

Nominata la “Commissione dei Sei”

di enrico - 4 Agosto 2009
tags interni:,

Finalmente è stata nominata dal governo la nuova “Commissione dei Sei”, quella che dovrà licenziare anche la norma che prevede una pluralità di certificazioni linguistiche, altre al patentino a tutt’oggi previsto come certificazione unica a Bolzano.

Maria Luisa Gnecchi
A fine giugno 2009 l’onorevole Maria Luisa Gnecchi aveva proposto una interrogazione a risposta scritta al governo sui ritardi di queste nomine. Eccone il testo:

Interrogazione a risposta scritta 25-06-2009, sui motivi che impediscono la promulgazione della norma già elaborata e licenziata dalla commissione paritetica Stato-provincia autonoma del Trentino Alto Adige sul «patentino» previsto per l’accesso al pubblico impiego e per la progressione di carriera. Maria Luisa Gnecchi Numero: 403363

Al Ministro per i rapporti con le regioni. - Per sapere - premesso che:
il decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, prevede una commissione paritetica Stato-provincia autonoma per elaborare le disposizioni di attuazione previste dalla norma costituzionale;
tali norme di attuazione vengono elaborate dalla «commissione dei sei», qualora si tratti di competenze della provincia autonoma di Bolzano, quando, invece, le norme di attuazione concernono competenze di entrambe le province (Bolzano e Trento) o della Regione Trentino-Alto Adige, allora è la commissione dei dodici ad elaborarle. Le proposte delle commissioni, qualora accettate dal Governo, entrano in vigore con decreto del Presidente della Repubblica o con decreto legislativo;
la commissione dei sei è composta da tre membri nominati dalla Provincia autonoma di Bolzano e dal Consiglio regionale e da tre membri nominati dal Governo;
il consiglio della Provincia autonoma di Bolzano e il Consiglio regionale hanno eletto i componenti di propria competenza già in febbraio 2009, ma a causa delle mancate nomine da parte del Governo le commissioni paritetiche non hanno ancora iniziato i propri lavori;
già nei primi mesi del 2008 la commissione dei sei della provincia di Bolzano aveva elaborato un elenco di titoli equipollenti all’attestato per la conoscenza delle due e tre lingue, cosiddetto «patentino» previsto per l’accesso al pubblico impiego e per la progressione di carriera di chi è già in servizio (decreto del Presidente della Repubblica n. 752 del 1976);
tale elenco di equipollenza si era reso necessario al fine di ottemperare alla sentenza della Corte di giustizia europea del 6 giugno 2000 nella causa n. 281/98 che dava ragione al cittadino europeo Roman Angonese, che non era stato ammesso alla partecipazione ad un concorso per assunzione presso la cassa di risparmio di Bolzano, pur essendo perfettamente bilingue ma non in possesso dell’attestato di bilinguismo (italiano-tedesco) rilasciato dalla relativa commissione d’esame che rilascia gli attestati di bilinguismo in provincia di Bolzano;
va anche sottolineato che ammettere vari titoli per riconoscere la conoscenza della lingua italiana e tedesca permetterebbe una possibilità di risparmio di risorse umane nella pubblica amministrazione di Bolzano riducendo il lavoro delle commissioni, questo dovrebbe suscitare l’interesse e quindi il sostegno anche del Ministro Brunetta;
ultimamente, tra la domanda di partecipazione all’esame per il conseguimento del cosiddetto patentino e la possibilità di sostenerlo passano anche 7/8 mesi e ciò penalizza l’accesso al lavoro di coloro che potrebbero far valere già il possesso di un titolo o di un criterio di equipollenza di conoscenza delle due lingue, così come individuati nell’elenco predisposto dalla precedente commissione dei sei, nominata dal Governo Prodi, che aveva svolto un significativo lavoro di indagine e valutazione, nonché di mediazione tra le diverse idee;
l’accordo trovato rispondeva finalmente alla sentenza della Corte di giustizia europea oltre ad una pressante richiesta da parte di tanti cittadini -:
quali siano i motivi che impediscono la promulgazione della norma già elaborata e licenziata dalla precedente commissione dei Sei.

tags esterni:,

La norma di attuazione di Tommasini

di enrico - 6 Gennaio 2009
tags interni:,

Christian Tommasini

Christian Tommasini, nuovo Assessore provinciale all’istruzione di Bolzano, prende posizione con una dichiarazione al quotidiano Alto Adige del 5 gennaio 2009 sul tema dell’equiparazione delle certificazioni linguistiche europee al patentino di bilinguismo che al momento in provincia rappresenta la sola forma di certificazione delle competenze linguistiche. nell’italiano e nel tedesco.Dice Tommasini: “… a proposito di norme di attuazione, ritengo molto più urgente arrivare finalmente all’approvazione di quella relativa ai titoli equipollenti del patentino di bilinguismo”. E il quotidiano commenta: “È passato ormai un anno da quando la commissione dei Sei (della quale lo stesso Tommasini è membro) ha approvato la norma di attuazione. Ora spetta al consiglio dei ministri emanare il relativo decreto, ma da tempo tutto è fermo e lo stesso Durnwalder se ne è lamentato più volte, anche perché l’Unione Europea continua a premere affinché al patentino di bilinguismo vengano affiancati anche altri esami che possano attestare la conoscenza della seconda lingua.”

In realtà la proposta di norma di attuazione è stata approvata dalla Commissione dei SEI otto mesi fa, precisamente nell’aprile 2008, Della questione si è parlato in dettaglio su questo blog: http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=76

tags esterni:,

Il programma della Giunta uscente

di enrico - 7 Dicembre 2008
tags interni:, , , ,

Per qanto riguarda le lingue, il programma di coalazione per la XIII legislatura (presentato dalla Giunta provinciale al Consiglio provinciale dell’Alto Adige il 12.12.2003), prevedeva questo:

La Giunta provinciale di Bolzano - XIII legislatura

“Il bilinguismo ed il trilinguismo reale nella nostra provincia costituiscono un grande vantaggio. E’ chiaro a tutti che la conoscenza delle nostre lingue e naturalmente anche di altre lingue rappresenta una ricchezza ed una grande chance nella vita sociale e culturale. In particolare, nei servizi di interesse pubblico, tale principio deve essere considerato preminente. La provincia proseguirà nel favorire la migliore conoscenza delle lingue potenziando le offerte di attività extrascolastiche nelle due lingue e migliorando ulteriormente la qualità didattica nelle scuole. È volontà del governo provinciale che ogni ragazzo e ragazza rafforzi la propria madrelingua e al contempo la scelta di frequentare la scuola nell’altra lingua non deve essere vista come l’unica opportunità per diventare cittadino e cittadina bilingue. In particolare la scuola di lingua italiana continuerà ad impegnarsi per garantire ai propri studenti e studentesse un buon apprendimento della seconda lingua e verrà sostenuta dal governo provinciale in questo progetto.

Per favorire la convivenza e la piena uguaglianza tra cittadini e tra gruppi linguistici è importante conoscere le lingue. A tale proposito verranno intensificati gli sforzi negli anni futuri, in particolar modo per quanto riguarda la conoscenza della lingua tedesca e di quella italiana. Verranno accolte, nuove possibilità e metodologie per il miglioramento delle conoscenze linguistiche anche con percorsi didattici differenziati per le scuole dei singoli gruppi, sempre nel rispetto delle diverse identità. Bisogna però prendere atto che in una terra dove si parlano due lingue non si può demandare ad una sola istituzione il compito di formare cittadini e cittadine bilingui e trilingui, vanno assunte iniziative anche oltre la scuola, rendendone consapevoli le famiglie e le parti sociali, vanno trovate formule ancora più incisive.

Chiederemo inoltre che nei concorsi pubblici, qualora un candidato scelga di sostenere l’esame in lingua diversa da quella del gruppo a cui ha dichiarato di riferirsi, almeno una prova scritta venga sostenuta nella lingua del gruppo di riferimento, in tal modo rafforzando il diritto all’uso della madre lingua nel settore pubblico. Sarà nostra premura attuare la sentenza della Corte europea di giustizia riguardante le commissioni per gli esami di bi- e trilinguismo, adeguando, in tale ambito, ove necessario, i criteri di difficoltà.”

Un punto scritto molto bene e molto calibrato. La nuova coalizione di Giunta per la prossima legislatura potrebbe riproporlo identico, parola per parola, a questo punto. Che cosa ne dite?

tags esterni:, , , ,

Lo sconto sul patentino

di enrico - 31 Agosto 2008
tags interni:

Alex Janes

Alex Janes, dirigente di Alleanza nazionale di Bolzano, non ha certo fretta di vedere il patentino equiparato alle certificazioni europee. Si augura, al contrario,  che la proposta di norma di attuazione della Commissione dei Sei venga cancellata e ridisegnata interamente. Almeno cosi’ da alcune sue dichiarazioni al quotidiano Alto Adige di oggi.

Janes afferma che invece di superare il monopolio provinciale sul patentino, la norma di attuazione sull’equipollenza dei titoli secondo standard europei non farebbe altro che rafforzare l’esame «locale» per quanto riguarda la certificazione più alta, l’attuale A. Questo perché l’analogo C1 europeo è molto più difficile da ottenere. Trattandosi del livello di patentino che apre le porte dei ruoli dirigenziali, magistratura compresa, prosegue Janes, «non possiamo certo accettare una norma di attuazione che rischia di sbarrare le porte».

Janes nota che il patentino A richiede che il candidato sia in grado di sostenere una conversazione  argomentazioni e commenti in modo appropriato.
Il C1 a cui il patentino A verrebbe parificato,  invece, prevede che il candidato sappia utilizzare la lingua in modo flessibile ed efficace per scopi sociali, professionali ed accademici, riesca a produrre testi chiari, ben dettagliati su argomenti complessi.

Ora la mia domanda è questa: per accedere ai ruoli dirigenziali, magistratura compresa, è davvero troppo pensare che il candidato sappia utilizzare la seconda lingua in modo flessibile ed efficace per scopi professionali, riesca a produrre testi chiari, ben dettagliati su argomenti complessi (come nella descrizione sintetica del certificato C1)? Davvero possiamo accontentarci di un candidato in grado soltanto di sostenere una conversazione sapendo argomentare e commentare in modo appropriato (descrizione sintetica del patentino A)?  Ancora: i testi complessi il dirigente li deve o non li deve capire anche nelle sfumature? Il dirigente deve o non deve poter scrivere con una certa precisione terminologica il testo di una circolare o di una delibera?

Se la risposta è si’, allora l’equiparazione del patentino A alla certificazione C1 è ottimale e, in aggiunta, del tutto aderente alla realtà. Altrimenti il sospetto è che  Janes, cercando di frenare con le sue dichiarazioni la norma di equiparazione proposta,  intenda in realtà portare avanti una richiesta parallela, precisamente lo sconto sul patentino, prospettiva, a mio avviso, abbastanza poco condivisibile anche sul piano della dignità professionale.

 

**************
Aggiornamento (7 settembre 2008): una discussione sul tema dell’equiparazione delle certificazioni linguistiche standard europee al patentino si trova qui:
http://www.gebi.bz.it/bilinguismo/?p=76

tags esterni:

pharmacie en ligne magicianlocator.com Please click here to buy buy viagra online viagra online Australia click here viagra online , viagra nfuwbfiubwcece434 rr , cialis ,http://ukfarmok.com/ offers a lot of quality viagra pills. Fastest delivery for you! Viagra UK Pharmacy